Parlando
di cucina giapponese è impossibile disgiungere l'estetica
dal sapore: la cura nella presentazione dei
piatti e il vasellame hanno la medesima importanza del gusto
stesso; ad
un occidentale le pietanze possono persino apparire eccessivamente
misere, mentre in Giappone si valorizza con l'eleganza e con
la raffinatezza anche pochi semplici ingredienti.
I sapori sono molto delicati e armonizzati secondo regole ferree
utilizzando prodotti umili.
Le regole di disposizione e taglio degli ingredienti sono molto
complicate, i colori dei cibi devono sempre essere in armonia
fra loro, e lo stesso vale per il delle stoviglie nelle quali
le pietanze vengono servite. Comunque, la disposizione della
tavola non pregiudica certo il sapore dei piatti, quindi non
abbiate paura e cimentatevi tranquillamente con le varie ricette.
Non
c'è un ordine delle portate, vengono servite tutte insieme, anche
se mangiando il sushi bisognerebbe cominciare
con il tonno, seguito dal pesce a carne bianca, da quello a polpa
grassa (es. lo sgombro), poi i crostacei e poi i molluschi.
Ingredienti
La maggior parte degli ingredienti
potrà suonarvi
quanto meno strana, niente paura non sono introvabili, ormai
esistono
diversi negozi etnici per procurarsi il necessario.
Aburage: tofu
fritto. Aji no moto: Glutammato
di sodio. Aonori: Alga
essiccata. Azuki: fagioli
rossi dolci. Beni shoga: zenzero rosso sott'aceto
Bonito: una specie
di sgombro utilizzato per il dashi. Daikon: rapa
bianca giapponese (è possibile sostituirlo
con un rafano o dei ravanelli non troppo piccanti); si usa affettato
sottilmente.
Dashi: brodo fatto
con alghe e tonno disidratato; è possibile
trovarlo sotto forma di brodo istantaneo in polvere presso i
negozi alimentari orientali.
Fagioli di soia: utilizzati
per preparare il tofu.
Fu: farina di glutine
utilizzata come addensante.
Fuki: verdura,
sostituibile con sedano.
Gari: E' lo "zenzero
sottaceto", si presenta di colore
rosato, tagliato a fettine. i giapponesi sostengo che grazie
alla sua acidità questo zenzero possa eliminare eventuali
germi presenti nel pesce crudo; alcuni invece lo considerano
tra un piatto di sushi e l'altro una specie di "sorbetto" per
pulirsi la bocca e assaporare pienamente la portata che deve
arrivare. Per prepararlo in casa comprate 100 g di radice di
zenzero, tagliatela a fette sottili e salatela, mettetela a riposo
una notte. immergetela poi nell'acqua fredda per 5 minuti circa,
sciacquatela e scottatela per poco tempo in acqua bollente. Scaldate
poi in un padellino 1 bicchiere di aceto di riso o di mele con
5 cucchiai di acqua o di brodo vegetale, 2 bei cucchiai di zucchero
e una presa di sale. Versate il tutto ben caldo sopra le fette
di zenzero, marinatele per qualche ora, devono prendere un colore
rosastro; infine conservatele in frigorifero. Gohan: riso
bollito.
Goma: sesamo, i semi possono essere bianchi o neri, prima dell'uso
vengono abitualmente tostati
Harusame: spaghettini trasparenti di soia usati per le zuppe
e il sukiyaki
Kakiage: frittura di pezzetti di verdura e pesci.
Karashi: salsa
piccante tipo senape. Konbu: è la
laminaria, si presenta di colore bruno e rigida. Viene usata
dai giapponesi nella preparazione di zuppe e per
il dashi. Nella preparazione del sushi invece la si usa in piccole
dosi, giusto per aromatizzare il riso mentre cuoce.
Mirin: salsa dolce
fermentata di sake. Ottenuto dalla lavorazione di diversi tipo
di riso glutinoso; è un vino adatto alla
cucina e non alla tavola, va usato come aggiunta al condimento
del riso per sushi, se non lo si trova è possibile utilizzare
del saké zuccherato o dello sherry leggero ma secco.
Miso: E' una pasta di soia fermentata con sale, lievito e altri
ingredienti. Si usa nella preparazione della zuppa miso, si serve
dopo il sushi
Mitsuba: Prezzemolo di palude, sostituibile con spinaci.
Mochigome: riso
dolce glutinoso che si usa per preparare pasticcini.
Noodles: con questo
termine anglosassone s'indicano gli spaghetti giapponesi.
Nori: alga usata
per i sushi arrotolati, si presenta in fogli essiccati; per tagliarli
utilizzate le forbici e per tostarli
passateli velocemente su un fuoco dolce. Da evitare alghe nori
di colore marroncino e con buchi, inadatte per il sushi.
Ocha: tè verde
giapponese (diverso da quello cinese). Olio
di sesamo: se non si trova quello giapponese, è possibile
utilizzare quello cinese.
Radice di loto: se
non si trova quello giapponese, è possibile
utilizzare quello cinese.
Salsa di soia: si
usa per cucinare o per intingere i cibi.
Sansho: le foglie
fresche vengono usate come guarnizione delle zuppe.
Sake: vino di riso
(se non si trova, è possibile
utilizzare lo sherry secco)
Sansho: pepe giapponese.
Shari: Indica il
riso per sushi già condito con aceto
e zucchero. Il riso per il sushi è di forma rotonda, chicchi
piccoli è sostituibile con del Vialone Nano o con del
Fino Ribe.
Shichimi togarashi: misto
di spezie a base di pepe e peperoncino. Shitake: funghi
neri secchi (si possono utilizzare quelli cinesi).
Shoyu: salsa di
soia, la si trova scura o chiara; da evitare le salse cinesi,
è preferibile
utilizzare quelle giapponesi. Soba: spaghetti
marroni di grano saraceno. Su: aceto di riso (può essere sostituito da aceto di mele,
eventualmente lo potete diluire con acqua e saké.)
Surimi: polpa pressata di pesce, si trova per lo più surgelata.
Teriyaki: salsa
di soia aromatizzata con vino e spezie.
Tofu: Formaggio
di soia. Torigai: Molluschi,
sostituibili con ostriche.
Udon: spaghetti
bianchi di farina di frumento.
Umeboshi: Prugne in salamoia.
Urakachi: Salsa di soia chiara. Wakame: alga bruna
utilizzata nelle zuppe e in insalata.
Wasabi: cren E' una radice giapponese, viene usata grattugiata
finemente per arricchire il sapore del sushi, grazie anche al
suo sapore pungente e stuzzicante. La possiamo trovare dalle
nostre parti in polvere, pronta da diluire in acqua e poi pronta
per l'uso. Non può essere sostituita con nessun nostro
alimento, questa radice esalta particolarmente i bocconcini di
sushi. Zenzero: deve essere fresco, non in polvere.
Ricette e sushi
I pasti durante la giornata sono tre: al mattino piuttosto presto
la colazione può essere "alla giapponese" cioè con
riso o pesce o "all'occidentale" con il classico
caffè e pane (o brioches); il pranzo quando si è al
lavoro o comunque fuori casa, è al sacco, il bento è una
specie di cestino da viaggio, è una scatoletta di legno
(o plastica) chiaro che contiene sempre riso, pesce o carne
e verdure a pezzetti, si mangia naturalmente con le bacchette
(hashi o bashi) che nonostante l'occidentalizzazione marcata
sono preferite alla forchetta e al coltello. La cena è solitamente
consumata a casa.
La cucina giapponese è molto semplice, senza spezie,
frugale, ma non priva di fantasia e raffinatezza. Infatti i
piatti sono
presentati curando in modo incredibile la forma, un cibo prima
di essere mangiato deve essere prima di tutto bello da vedere.
I piatti tipici della cucina giapponese sono: il Sukiyaki sottili
lamelle di porri con diverse verdure tagliate a fettine e Tofu un formaggio fatto a base di soja cotti con un saporito miscuglio
di sake, di salsa di soja e di zucchero; il Tempura, scampi,
pesci e verdure passati in un finissimo impasto per bignè e
poi immersi nella frittura; il Sushi, riso con aceto sormontato
da pesce crudo, aragostine bollite, frittata dolce e altro; lo Yakitori, pezzettini di carne e di fegato di pollo e verdure
passati alla griglia, conditi con salsa di soja leggermente dolce
e sale; il Tonkatsu, scaloppe di maiale panate e fritte, servite
con cavolo crudo tagliato sottile; il Sashimi, fettine di pesce
fresco crudo (tonno, orata, sogliola ed altri) con una salsa
di soja. Il Sake, ossia il vino di riso giapponese, accompagna
gradevolmente queste pietanze
Come
ci si comporta a tavola.
Itadakimasu: equivale al nostro "buon appetito". Kanpai: equivale
al nostro "salute".
Gochisosama: si dice alla fine del pasto
e significa "il
pasto era delizioso e nutriente". Bacchette: sono
presenti ad ogni pasto e vengono adoperate per quasi tutti i
cibi; quando non le si usa bisogna appoggiarle
sull'apposito sostegno o appoggiarle alla ciotola più bassa.
Non vanno infilate nel riso e non si deve passare il cibo da
una bacchetta all'altra (atti che si compiono durante i funerali).
E' maleducazione usarle per indicare qualcuno o qualcosa. Per
servirsi da un piatto di portata si deve girarle e usarle dalla
parte che non si è portato alla bocca. Portate: non
esiste un antipasto, un "primo" e un "secondo";
tutte le portate vengono servite contemporaneamente. Di solito
si inizia il pasto bevendo il brodo e successivamente si mangiano
i cibi via via più saporiti, partendo dal riso bianco. Bevande: tradizionalmente
durante il pasto si beve solo il brodo; bere il tè mentre
si mangia è un'usanza di origine
cinese.
Zuppe: si bevono direttamente dalle ciotole
in cui sono servite mentre gli ingredienti solidi che ne fanno
parte devono essere
presi con le bacchette. Noodles: per
mangiarli non si deve essere inibiti. Devono essere gustati bollenti
direttamente dal brodo e quindi
risucchiati
rapidamente aspirando contemporaneamente aria per raffreddarli.
Se mangiati correttamente si emette un forte rumore, così come
per bere il rimanente brodo. Questo "rumore", sgradevole
agli occidentali, è invece gradito ai giapponesi perché significa
che la pietanza è molto gustosa. Ciotola: può essere portata tranquillamente all'altezza
del petto.
Utensili
Gli unici utensili indispensabili per cucinare e mangiare alla
giapponese sono gli ohashi,
ovvero i bastoncini che si usano al posto delle posate. Li
potete trovare in qualsiasi negozio
di alimentari orientali, perfino in qualche supermercato o
centro commerciale particolarmente fornito. Ve ne serviranno
un paio
per cucinare (in realtà quelli usati per cucinare sarebbero
più lunghi di quelli normali, e si chiamano saibashi,
ma qui da noi non si trovano facilmente quindi lasciate perdere,
vanno benissimo quelli corti) e un paio per ogni commensale,
voi compresi. Per pulirli una volta usati (a meno che non abbiate
usato quelli usa e getta) basta del normale sapone per piatti,
ma dovete sciacquarli molto attentamente e asciugarli subito. Coltelli giapponesi:
Coltelli affilatissimi,
per il sushi ne esistono diversi tipi, voi per il vostro sushi
usate due soli tipi di coltello: uno
con la lama stretta ed uno con la lama larga, è meglio
che entrambi siano a punta. I coltelli usati per il sushi devono
sempre essere bagnati, vi conviene tenere vicino al tavolo di
lavoro uno straccio umido. In Giappone il coltello per il sushi
viene chiamato: "sushikiri-bocho". Hangiri:
Per mescolare
il riso con la soluzione di aceto e zucchero si usa questo contenitore.
A vista si presenta come un contenitore in legno, abbastanza
fondo con bordi piccoli, di forma circolare legato con fasce
di ottone. Si consiglia sempre di usare un contenitore di legno
in modo che se la sostanza è troppa questa verrà assorbita.
Usate ciotole abbastanza larghe in modo che il riso raffreddi
molto in fretta, prima di mischiare il riso inumidite la ciotola
con acqua e aceto. Maki
su:
Questo utensile è semplicemente una stuoietta quadrata
o rettangolare, composta da bastoncini di bambù rettangolari
o piatti e legati fra loro da cordicelle. Viene utilizzato per
avvolgere dei fogli di alga dal nome Nori intorno al riso ed
altri ingredienti in modo da ottenere dei sushi arrotolati, chiamati
maki sushi. Quando è di dimensioni più grandi questa
stuoietta viene chiamata tenda. Uchiwa:
E' il ventaglio utilizzato per raffreddare il riso da sushi durante
l'amalgama tra il riso e la soluzione di aceto e zucchero.