CONCERTO
a NOVI DI MODENA 22 NOVEMBRE 2009
Da
tempo non assistevo ad un concerto lirico di livello soddisfacente
perchè purtroppo da molti anni la provincia non è più palestra
di talenti come accadeva in tempi ormai lontani ma a novi cantavano
allievi del Maestro Angelo Bertacchi e questa
constatazione era rassicurante ma e' sul “campo” che
si prende atto della realtà. In verità m'ero
deciso a presenziare perché sapevo essere presente il
Basso Francesco Ellero D'Artegna che seguo da una trentina
d'anni: da quando era una
giovane promessa in un agone lirico che vedeva attivi artisti
dello spessore di Siepi, Christoff e Ghiaurov. La sola presenza
di questo raffinato artista e' assoluta garanzia di belcanto.
Il concerto e' stato godibilissimo per la partecipazione di
giovani artisti che hanno messo in mostra buone doti naturali
ed una tangibile perizia tecnica.
Inutile
dire che la parte del leone è spettata al basso
D'Artegna. Difficile oggi individuare tra le giovani promesse
qualcuno paragonabile a questo artista dotato di bella voce
di basso cantabile in grado di spaziare dal repertorio del
seicento al verismo con una apparente facilità in virtù d'
un bagaglio tecnico raramente riscontrabile, d'una sensibilità artistica
che lo avvicina ad un grande romagnolo del passato: Ezio Pinza!
Mentre ormai il concerto volgeva al termine D'Artegna ha chiuso
in bellezza con recitativo, aria e cabaletta d'Attila : “ mentre
gonfiarsi l'anima” ed ha cantato come pochissimi oggi
sanno fare trascinando il pubblico ad una entusiastica ovazione!
D'Artegna fa sfoggio d'un fraseggio scultoreo che appartiene
a pochi; attinge ad una tavolozza di colori apparentemente
inesauribile vestendo d'essi accenti d'espressione vibranti
sia nella timorosa angoscia del risveglio accanto ad Uldino
che nell'invettiva travolgente della cabaletta: un D'Artegna
capace d'inebriare la platea di belcanto!!!! Sempre cortese
e perfino affabile con chiunque s'appelli alla sua attenzione
D'Artegna offre un esempio d'altissimo magistero canoro in
felice connubio con una disponibilità verso il prossimo
non sempre riscontrabile in artisti della sua fama: ascoltarlo
e' stato puro e gioioso piacere per il melomane!
Altra colonna
portante del concerto e' stato il tenore Roberto
Aronica che non sentivo da molto tempo. Anche Aronica ha saputo
entusiasmare la platea perché il materiale vocale a
sua disposizione e' senza dubbio di prim'ordine e sa perfettamente
vellicare la parte più istintivamente profonda che e'
nel cuore e nell'anima dell' appassionato d'opera anche se
personalmente ritengo indulga con vivo compiacimento alla soddisfazione
degli istinti gladiatori che albergano in ogni frequentatore
di teatri o sale da concerto. Questa mia personale impressione
nulla toglie alla efficacia della sua prestazione anche se
credo che sotto il profilo della resa espressiva possa rendere
più di quel che le fibre viscerali consentono sull'onda
emotiva dell'interpretazione.
Le gradite
sorprese sono venute dai giovani partecipanti al concerto:
il Tenore coreano Lee Jae Seung, il Baritono Daniele
Girometti ed il soprano lituano Julia Samsonova. Se dei due
giovani penso di poter dire d'essere soddisfatto per quanto
espresso artisticamente del soprano lituano m'ha favorevolmente
impressionato la linea del canto priva di “sbavature” e
incertezze che talvolta emergono in tante giovani della sua
età.
La Samsonova ha
evidenziato una maturità da navigata
artista. Questa giovane ha bella voce caratterizzata da un
colore tendenzialmente scuro, di morbido impasto e risorse
timbriche asservite al colore in modo tale da poter indurre
a ritenere la voce capace di spaziare là dove probabilmente
si cela l'azzardo. In concerto si possono affrontare arie d'opere
che mai si canteranno in carriera e questa giovane ne è perfettamente
consapevole: quel che ritengo assai rassicurante e' che su
questi giovani veglia il Maestro Angelo Bertacchi. Mi soffermerò brevemente
sull'aria di Leonora di Vargas che la Samsonova ha interpretato
con grande perizia. E' questa un'aria di grande difficoltà ed
impegno che la giovane ha risolto liricamente con notevole
efficacia drammatica affidando ai colori ed agli accenti d'espressione
quello che lo spessore vocale di soprano lirico non poteva
offrire.
Stessa
operazione ha tentato il baritono Girometti ben dotato di
bella voce lirica affrontando la grande aria di Renato ma
con efficacia minore rispetto al soprano. Non sempre il registro
grave ha mostrato omogeneità mentre nel centro e nell'acuto
questo giovane ha offerto il meglio. Nel grave, interpretando
l'aria di Renato dal ballo in maschera, a tratti il suono perde
rotondità e spessore per presumibile perdita della posizione
delle corde cosa che non avviene per il soprano assai scaltrita
e dotata tecnicamente. Assai migliore la resa di questo baritono
nella interpretazione del credo di Jago anche se ritengo azzardato
questo ruolo per Girometti.
Gradevole
sorpresa il tenore coreano dotato di voce chiara e ben timbrata.
Lo spessore e' tipico del tenore lirico leggero
ed e' proprio questo il repertorio al quale Lee Jae
Seung s'attiene
intelligentemente. La voce svetta con facilità nel registro
acuto e la grande aria di Tonio da La figlia del reggimento
lo ha evidenziato. Questo giovane canta con generosità e
senza risparmio. La cadenza nell’aria famosissima del
duca di Mantova l'ha eseguita correttamente con misurato slancio
e l'impressione suscitata e' stata più che favorevole.
In conclusione un concerto godibile e gradevole come non m'accadeva
da tempo d'ascoltare.