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 Tosca - 7 Ottobre 2009 Rocca Meli Lupi Soragna

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Guestbook Nausica  
  22 Novembre 2009

CONCERTO a NOVI DI MODENA 22 NOVEMBRE 2009

Da tempo non assistevo ad un concerto lirico di livello soddisfacente perchè purtroppo da molti anni la provincia non è più palestra di talenti come accadeva in tempi ormai lontani ma a novi cantavano allievi del Maestro Angelo Bertacchi e questa constatazione era rassicurante ma e' sul “campo” che si prende atto della realtà. In verità m'ero deciso a presenziare perché sapevo essere presente il Basso Francesco Ellero D'Artegna che seguo da una trentina d'anni: da quando era una giovane promessa in un agone lirico che vedeva attivi artisti dello spessore di Siepi, Christoff e Ghiaurov. La sola presenza di questo raffinato artista e' assoluta garanzia di belcanto. Il concerto e' stato godibilissimo per la partecipazione di giovani artisti che hanno messo in mostra buone doti naturali ed una tangibile perizia tecnica.

Inutile dire che la parte del leone è spettata al basso D'Artegna. Difficile oggi individuare tra le giovani promesse qualcuno paragonabile a questo artista dotato di bella voce di basso cantabile in grado di spaziare dal repertorio del seicento al verismo con una apparente facilità in virtù d' un bagaglio tecnico raramente riscontrabile, d'una sensibilità artistica che lo avvicina ad un grande romagnolo del passato: Ezio Pinza! Mentre ormai il concerto volgeva al termine D'Artegna ha chiuso in bellezza con recitativo, aria e cabaletta d'Attila : “ mentre gonfiarsi l'anima” ed ha cantato come pochissimi oggi sanno fare trascinando il pubblico ad una entusiastica ovazione! D'Artegna fa sfoggio d'un fraseggio scultoreo che appartiene a pochi; attinge ad una tavolozza di colori apparentemente inesauribile vestendo d'essi accenti d'espressione vibranti sia nella timorosa angoscia del risveglio accanto ad Uldino che nell'invettiva travolgente della cabaletta: un D'Artegna capace d'inebriare la platea di belcanto!!!! Sempre cortese e perfino affabile con chiunque s'appelli alla sua attenzione D'Artegna offre un esempio d'altissimo magistero canoro in felice connubio con una disponibilità verso il prossimo non sempre riscontrabile in artisti della sua fama: ascoltarlo e' stato puro e gioioso piacere per il melomane!

Altra colonna portante del concerto e' stato il tenore Roberto Aronica che non sentivo da molto tempo. Anche Aronica ha saputo entusiasmare la platea perché il materiale vocale a sua disposizione e' senza dubbio di prim'ordine e sa perfettamente vellicare la parte più istintivamente profonda che e' nel cuore e nell'anima dell' appassionato d'opera anche se personalmente ritengo indulga con vivo compiacimento alla soddisfazione degli istinti gladiatori che albergano in ogni frequentatore di teatri o sale da concerto. Questa mia personale impressione nulla toglie alla efficacia della sua prestazione anche se credo che sotto il profilo della resa espressiva possa rendere più di quel che le fibre viscerali consentono sull'onda emotiva dell'interpretazione.

Le gradite sorprese sono venute dai giovani partecipanti al concerto: il Tenore coreano Lee Jae Seung, il Baritono Daniele Girometti ed il soprano lituano Julia Samsonova. Se dei due giovani penso di poter dire d'essere soddisfatto per quanto espresso artisticamente del soprano lituano m'ha favorevolmente impressionato la linea del canto priva di “sbavature” e incertezze che talvolta emergono in tante giovani della sua età.

La Samsonova ha evidenziato una maturità da navigata artista. Questa giovane ha bella voce caratterizzata da un colore tendenzialmente scuro, di morbido impasto e risorse timbriche asservite al colore in modo tale da poter indurre a ritenere la voce capace di spaziare là dove probabilmente si cela l'azzardo. In concerto si possono affrontare arie d'opere che mai si canteranno in carriera e questa giovane ne è perfettamente consapevole: quel che ritengo assai rassicurante e' che su questi giovani veglia il Maestro Angelo Bertacchi. Mi soffermerò brevemente sull'aria di Leonora di Vargas che la Samsonova ha interpretato con grande perizia. E' questa un'aria di grande difficoltà ed impegno che la giovane ha risolto liricamente con notevole efficacia drammatica affidando ai colori ed agli accenti d'espressione quello che lo spessore vocale di soprano lirico non poteva offrire.

Stessa operazione ha tentato il baritono Girometti ben dotato di bella voce lirica affrontando la grande aria di Renato ma con efficacia minore rispetto al soprano. Non sempre il registro grave ha mostrato omogeneità mentre nel centro e nell'acuto questo giovane ha offerto il meglio. Nel grave, interpretando l'aria di Renato dal ballo in maschera, a tratti il suono perde rotondità e spessore per presumibile perdita della posizione delle corde cosa che non avviene per il soprano assai scaltrita e dotata tecnicamente. Assai migliore la resa di questo baritono nella interpretazione del credo di Jago anche se ritengo azzardato questo ruolo per Girometti.

Gradevole sorpresa il tenore coreano dotato di voce chiara e ben timbrata. Lo spessore e' tipico del tenore lirico leggero ed e' proprio questo il repertorio al quale Lee Jae Seung s'attiene intelligentemente. La voce svetta con facilità nel registro acuto e la grande aria di Tonio da La figlia del reggimento lo ha evidenziato. Questo giovane canta con generosità e senza risparmio. La cadenza nell’aria famosissima del duca di Mantova l'ha eseguita correttamente con misurato slancio e l'impressione suscitata e' stata più che favorevole.

In conclusione un concerto godibile e gradevole come non m'accadeva da tempo d'ascoltare.


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