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 Tosca - 7 Ottobre 2009 Rocca Meli Lupi Soragna

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Interviste Articoli e Recensioni 2009

Guestbook Nausica  
  29 Novembre 2009

CONCERTO al TEATRO RUGGERI di GUASTALLA 28 NOVEMBRE 2009

Ieri sera ho assistito ad un concerto singolare per il repertorio scelto: Rossini e Donizetti nell'opera buffa. Simile scelta invero assai interessante poteva potenzialmente rivelarsi rischiosa in termini di risposta da parte del pubblico assuefatto a Verdi, Puccini, Mascagni, Giordano e Leoncavallo.

Il teatro era quasi al completo ed il pieno successo della serata e' stato sancito dagli applausi che hanno accompagnato gli artisti nel corso delle loro interpretazioni. La serata e' scivolata tra il dipanarsi d'arie e duetti tratti da opere del grande pesarese e dell'ineguagliabile bergamasco interpretate da cantanti che hanno fornito prova risolta in modo non soltanto convincente ma, in alcuni momenti, entusiasmante. Arie, duetti e terzetti si sono alternati, con scelta mirata ed assai efficace, a variazioni operistiche per flauto e pianoforte.

Colonna portante nel concerto, come sempre accade quando è presente, Agnese Ferrari ha steso un tappeto armonico, con il suo strumento, il pianoforte, sul quale hanno trovato consolidata certezza i cantanti che si sono succeduti nel corso della serata. Validissimo apporto al successo finale e' stato dato dal flauto di Felice Santelli e non può essere una nota uscita “storta” a porre in discussione una prestazione artistica di vero rilievo nell'economia complessiva della serata. Nelle variazioni sui temi da il barbiere di Siviglia e nella grande fantasia sull'opera elisir d'amore la Ferrari e Santelli hanno acceso il pubblico che ha risposto con fragorosi e lunghi applausi all'esecuzione dei due strumentisti.

Ha fatto seguito il Bs. Francesco Azzolini che ha “aperto” la parte vocale con una interpretazione della Calunnia, la celeberrima aria di Don Basilio dal Barbiere, che ha trascinato il pubblico in un applauso che non esprimeva soltanto apprezzamento ed ammirazione. Questo basso e' una eccellente incarnazione del cantante attore d'altri tempi così come oggi raramente s'ha occasione d'ascoltare. Alle eccellenti doti artistiche unisce doti umane di semplicità e autentico spirito di servizio nei confronti dell'arte che Azzolini mostra di saper onorare degnamente a differenza di molti altri che perdono presto per strada la capacità d'autocritica e l'umiltà'! La vocalità di questo basso cantabile particolarmente adatto al repertorio buffo spazia dal grave all'acuto con omogeneo dipanarsi tra i registri senza soluzione di continuità. Ascoltarlo e' puro piacere per il melomane. Si muove sulla scena con misurato garbo ed adeguata mimica e gestualità in felice connubio con l'espressività del canto. Se tento un accostamento con un mostro sacro del nostro tempo mi sovviene il nome di Enzo Dara e se vado con la memoria, guidata dalle registrazioni dell'epoca, al periodo tra le due guerre, penso di poter tranquillamente citare senza poter essere smentito il baritono belga Armand Crabbé. Oggi Crabbé lo ricordano in pochi ma se lo s'ascolta si comprende perchè alcuni raffinati melomani del tempo lo definivano il Tito Schipa dei baritoni!!!! Se qualcuno avesse dubbi vada a teatro ad ascoltarsi l'Azzolini! Letteralmente entusiasmante il duetto “cheti cheti immantinente” interpretato dal Bs Azzolini e dal Br brillante Daniele Piscopo: Tra poche righe non sarà del tutto agevole parlare del Br Piscopo perchè in larga misura per lui, che ha soltanto 23 anni, valgono le stesse considerazioni fatte per il suddetto Azzolini! Azzolini ha poi interpretato duetti e terzetti sempre con medesima efficacia suscitando l'entusiasmo incondizionato del pubblico ma la sua interpretazione della grande aria di Dulcamara ha coronato una prestazione che affermare essere stata di autentico rilievo artistico forse può apparire riduttivo!

L'altro grosso calibro vocale della bella serata al Ruggeri di Guastalla è stato il baritono Daniele Piscopo che attualmente rappresenta la più interessante promessa del teatro d'opera degli ultimi anni da me ascoltato. Anche questo ragazzo è una cornucopia di promesse e su lui grava il peso di mantenerle negli anni futuri. Piscopo è persona dotata di grande intelligenza artistica e so che di lui s'occupa il Maestro Coviello pertanto la certezza che sia in ottime mani non manca! La voce del Piscopo scorre morbida brillante e fluida nei vari registri dove realizza con intensa efficacia nel medio e nell'acuto. Soltanto nell'esecuzione dell'aria di Belcore “come Paride vezzoso” il Piscopo ha palesato un paio di note nel grave che vanno “assestate” ed alle quali occorre dare rotondità e spessore affinché trovino la corretta omogeneità nell'emissione che scivola con facilità . La mia impressione è che, essendo l'appoggio nel medio e nell'acuto e nelle prime note del grave accertato e sicuro, quando scende perda in parte la corretta posizione delle corde però la mia è soltanto un azzardo d'ipotesi stando che non sono medico e neppure insegno pertanto non sono certo della diagnosi e comunque non conosco la cura! Il peccato in se è veniale e il Piscopo ha tutto il tempo e sicuramente i mezzi per porvi rimedio. Con l'aria di Taddeo da Italiana in Algeri Piscopo ha fatto opera di cesello. Questo giovane usa la voce così come il pittore usa il pennello e trae con efficace espressività da una oltremodo ricca tavolozza di tinte appropriate e ben dosate. Chissà che ci attende quando studierà il ruolo di Don Bartolo!!!! Fraseggia con giusti accenti, lega, alleggerisce, sfuma e quando e' il momento scala il pentagramma con apparente facilità e, poichè non e' per nulla semplice farlo, dimostra una maturità ed un bagaglio tecnico di prim’ordine! E' un autentica soddisfazione ascoltarlo mentre agisce sul palcoscenico per il nostro piacere!

Altra graditissima presenza e felice ritorno sul palcoscenico del Ruggeri è stata quella del soprano Eleonora Rossi che non sentivo da tempo? Questo giovane soprano, assai dotato naturalmente oggi dimostra di essere impegnata in un virtuoso percorso che sta dando ottimi risultati. Come il quasi coetaneo Piscopo anche questa ragazza è nata per cantare portandosi dietro la maledizione del cantante che si trova in gola il dono della voce teatrale, nel caso in questione tra l'altro assai bella, e, credetemi, trattasi d'autentica croce e delizia! La Rossi ha esordito con l'aria di Rosina che non e' propriamente parte del suo repertorio ma pur palesando un certo disagio ne e' uscita dignitosamente. Gradevolissima l'interpretazione della Rossi che ha duettato con il flauto di Felice Santelli nel “duetto buffo di due gatti” che ha divertito il pubblico. In “tornami a dir che m'ami” la voce della Rossi ha preso a fluire morbida e scintillante con garbo e ammaliante dolcezza non facilitata dal tenore che stentava a “carburare”! Superati entrambi i primi momenti d'incertezza il risultato finale ha riscosso l'approvazione del pubblico. Le attese che questo soprano suscita al momento sono tante e i segnali d'una progressione virtuosa sono chiari e precisi pertanto in bocca al lupo Eleonora e rammenta sempre che il teatro d'pera e' un po' il bosco di Cappuccetto rosso soltanto che di lupi non ne troverai uno ma tanti!

Le parti tenorili erano affidate a Roberto Costi.


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