|
Bosco
Marengo è un
tranquillo paese in provincia di Alessandria a due passi da
Novi Ligure.
Gente cordiale e gentile in quest’amena località nota
per 1'ottima cucina, i vini ed un fervore culturale che ha consentito
l'appuntamento Verdiano con Nabucco, al quale ho assistito.
Dietro questa genere iniziative c'è sempre un impegno
fatto soprattutto di passione, dedizione, cura e solerzia e un
non indifferente onere economico. Essenziale diventa la partecipazione
dell’amministrazione locale e la ricerca del fînanziamento.
C’è sempre un referente tuttofare che nel nostro
caso ha il nome della Dottoressa Marina Mariotti che ha curato
l’allestimento di questo Nabucco, per quanto concerne costumi
e regia più l’insieme di quanta orbita intorno a
tal genere d'iniziativa. Allestire Nabucco non è cosa
di poca conto. Già per blasonati teatri è assai
difficile oggi disporre d'un insieme vocale equilibrato che sia
in grado d'esprimersi con buona professionalità per non
parlare del coro, dell'orchestra e della direzione. Gli ostacoli
ed i rischi che s'affrontano allestendo Nabucco: sono: di differente
natura, d'ampia portata ed articolata dimensione. Il complesso
monumentale di S. Croce, ove è avvenuta, la rappresentazione,
merita una visita prescindendo dalla circostanza che ieri sera
l'ha affollato.
Nabucco: è opera che nasce facendo, tremare soprattutto:
baritoni e soprani drammatici d'agilità. Nell'opera andata
in scena a Bosco Marengo: ho avuto la gradita sorpresa d'ascoltare
fînalmente un Ismaele con attributi vocali interessanti.
Spesso è un ruolo trascurato ed affidato a voci inadeguate
che reggano a malapena i duetti con Fenena ed i concertati. Il
tenore Gianni Mongiardino ha solida esperienza e nella tessitura
non ostica che deve affrontare in Nabucco, fraseggia, can sicurezza
e proprietà d’accenti supplendo con la sua personale
professionalità alle lacune del sostegno orchestrale e
della direzione a dir poco, “disattenta”.
Uno dei nemici peggiori del teatro
d'opera è la scarsità di
prove senza le quali occorre fare ricorso alla sensibilità e
professionalità individuali che difficilmente trovano
equilibrata amalgama in assenza di una bacchetta autorevole anch'essa,
comunque, vincolata pesantemente dal limite imposto da disponibilità che
riducano al minimo la possibilità d'ottenere risultati
migliori.
Vi sono condizioni di lavoro
che rendono impossibile la ricerca e 1'ottenimento d'un corretto
dipanarsi del dramma della vicenda
narrata musicalmente e vocalmente da questa bellissima opera
Verdiana ed è per questa ragione che spesso siamo in presenza
d'una alea gettata nel pozzo, dell'imprevedibile quando proprio
la fortuna arride.(Figurarsi se la dea bendata si distrae) Considerando
la sforzo posto in essere ho trovato adeguati i costumi e soddisfacente
la regia anche se, dopo il primo atto, il costume del re pareva
più consono alla scena della spettro o al brindisi di
Mac Beth che ad un regale guerriero assiro. La tunica indossata
da Marzio Giossi meglio s'attagliava ad una scena del Simone;
aveva un che di vagamente dogale e poco o nulla della veste d'un
distruttore di templi, e città!
|