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In questa Nabucco la vera lezione di canto l'ha
impartita il baritono Giossi!
Ne conosco, le caratteristiche e la apprezzo da molti anni e
sapevo casa aspettarmi da lui. Maurizio Giossi è artista
di grande levatura e, come è sua consuetudine, non manca
mai al l'appuntamento. Siamo in presenza d'un baritono lirico
dall'emissione fluida, morbida, talvolta vellutata.
La spessore drammatico,
gli è estraneo ma la ricchezza
delle risorse tecniche è tale che, gli consente dì supplire
al volume non torrenziale con un canto che ci riporta al passato. Fin
a non molti anni fa la stesse lezione l'offriva il Bruson degli
anni migliori.
A dire il vero il peso specifico della voce
di Bruson si orientava in direzione d'un canto, brillante rossiniano
o alle inflessioni accorate del Tell oppure alla malinconia donizettiana
o belliniana e l’accostamento a Verdi trovava realizzazione
nelle opere del Maestro, di Busseto che riecheggiavano i suddetti
autori.
Il colore della voce
di Bruson è però più scuro,
di quello di Giossi facilitando, al baritono veneto quell’affabulazione
di colore e, timbrica che l’ha reso credibile in virtù delle
eccezionali doti artistiche che Bruson manifesta fin dal sua
prima, Belisario in Bergamo diretto, credo, da Gavazzeni. e anche
in opere che gli parevano estranee. Accade così che voci
non propriamente alla Guelfi, rendano in eccellenza, pagine apparentemente
no consone alla natura vocale.
A
questo punto riemerge la "nota" dolente del complesso
orchestrale osservato non nell'individuali indiscusse professionalità,
ma nella espressione d'insieme che, trovando il confronto ed
il compito di “servire” il canto d'un baritono con
le caratteristiche di Giossi, ha come obbligo prevalente l'assecondarlo
con densità sonore adeguatamente morbide ed espressive
non solo nei cantabili.
S’avvertiva una fastidiosa, eccessiva preponderanza dei
fiati che prevaricava gli archi a misura soffocante. La bacchetta all'occasione deve saper essere imperiosa. Il canto
di Giossi appartiene alla tipologia vocale romantica che spazia
dalla Chevreuse donizettiano, fino ai, personaggi verdiani che
sa offrirci per il nastro puro piacere d'ascoltarlo. Ovunque è richiesto
canto, legato e ricco, d'espressione, Giossi va a nozze ci
regala momenti indimenticabili.
Parlare di pregevole
linea di canto, riferendoci a questo Baritono dovrebbe spiegare
tutto ma è soltanto ascoltandolo che
si comprende la grandezza del suo, valore artistico. I riferimenti:
a cantanti recenti conducono a Bruson con le differenze succitate
altrimenti, se affondiamo nel passato, mi tornano alla mente
le pagine lasciate alla storia del vinile da De Luca e Galeffi.
La Fenena delineata
da Paola Pittaluga pone in evidenza una sensibilità al personaggio che non s’improvvisa.
La voce ha bel colore ed è d'ottima tempra con risorse
timbriche estremamente accattivanti. Mi farebbe piacere ascoltarla
in altre vesti per articolare un parere più pregnante.
E’ con
non poco imbarazzo che m'accingo a parlare dell'Abigaille di Lara
Matteini perchè mi sono trovato in presenza
d'una voce di notevole bellezza naturale gettata nel pozzo
d'un azzardo,
periglioso, nel voler affrontare un ruolo che, a mio parere,
le è assolutamente estraneo.
Il Sp. Matteini non difetta certo di personalità e temperamento
e sulla scena si muove con efficacia purtroppo ciò non
basta perchè non stiamo parlando di teatro di prosa ma
d'opera lirica ed essere- validi scenicamente non è sufficiente.
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