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Nelle
sue lettere Verdi chiarisce il concetto di soprano drammatica
d'agilità e ogni artista
ha 1'obbligo: d'attenersi al dettato Verdiano: rinunciando
a quelle che si
ritengono essere, valide propensioni personali.
Chiunque
voglia farsi un'idea precisa di cosa significhi canto drammatico
d'agilità vada ad ascoltare l'Odabella della
Caterina Mancini o la lady Mac Beth della Margherita Grandi,
nata Filo Gard a Hobart in Tasmania sul finire dell’ottocento.
La grandi fu allieva a Parigi di Jan De Reszke e il suo canto è una
lezione per qualsiasi soprano, ritenga d'avere le caratteristiche
del drammatico d’agilità! Penso che la voce del
sp Matteini possa offrire il meglio in un repertorio
squisitamente lirico.
I panni di Mimì credo passa vestirli ottimamente anche
se nutro riserve riguardo l’organizzazione vocale di questa
bella voce.
Lo
Zaccaria del Bs. Michele Bianchini si segnala per diversi aspetti
positivi senza sfuggire però a limiti e manchevolezze
legate più al ruolo in, questione che ad altra. La complessione
fisica lo pone in una condizione di privilegiata credibilità interpretativa
vista la figura ieratica che, in adeguato costume, lo caratterizza.
L’organizzazione vocale di questo basso; è sostanzialmente
accettabile pur evidenziando disuguaglianze nell'emissione. Nel
centro, e nel grave offre il meglio mentre, nell’accedere
al registro acuto, finisce alle corde e traspare con evidenza
la difficoltà dell'emissione. Salendo la voce stimbra
e s'indurisce e gli acuti perdono la rotondità e La morbidezza
che caratterizza l’emissione nei registri inferiori. Credo.
manchi alla voce di questo basso il peso specifico che il ruolo
di Zaccaria impone. Bianchini delinea un personaggio tutto
sommato credibile seppur carente setto il profilo, drammatico
mancando
del volume necessario per inondare gli astanti del pathos che
Zaccaria deve esprimere. Non mi sembra che questo basso possieda
le caratteristiche atte a1 canto, Verdiano almeno per quanto
concerne alcuni ruoli tra i quali e soprattutto quella di Zaccaria.
Una
voce da curare e da seguire è quella di Gianmaria
Patrone, che se guidata correttamente potrà far
parlare di se. L’affluenza del pubblico non è mancata
e personalmente plaudo all'iniziativa che ha consentito la messa
in scena di questo Nabucco. Mi farà certamente piacere
tornar a Bosco Marengo. Perché non pensare all'allestimento
di Attila Ezio l'avete già trovato in Giossi Foresto ve
l'offre Mongiardino……. per Odablla e Attila lascio
alla., dr.ssa Mariotti il problema. Spesso la soluzione è dietro
l'angolo a premiare l'audacia e la buona, volontà!
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