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Concerto Per il Giappone Nausica 2011.

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Guestbook Nausica  
  23 Luglio 2011
di Attila

Concerto Lirico nel Castello di Montechiarugolo

Lo splendido castello medievale di Montechiarugolo ha fatto da cornice al concerto lirico nella ricorrenza dei 150 anni dall’unità d’Italia. Serata a “tutto Verdi” e non poteva essere diversamente visto il ruolo che il grande bussetano ebbe nel risorgimento italiano.

I proprietari dell’antico maniero hanno messo a disposizione della comunità la loro residenza onusta d’anni e di storia, mentre la presenza del sindaco di Montechiarugolo sottolineava l’appoggio dell’amministrazione locale alla interessante iniziativa artistica. La breve masterclass tenuta dal Basso Andrea Papi e la disponibilità degli artisti ad essa partecipanti hanno reso possibile l’incontro.
Non mi stancherò mai di rilevare la gravità della crisi nella quale versa la lirica in Italia. Nessuno vuole più investire seriamente denaro nell’arte: accade anche all’estero ma in misura assai minore. Ridurre i costi significa inevitabilmente abbassare il livello qualitativo e, quando questo accade con l’arte, il risultato è disastroso! E’ questo un discorso generalizzato che investe ogni espressione artistica negli ultimi trent’anni. Quando coloro che reggono la sorte di un popolo non hanno più a cura le arti non è più una discesa ma un tuffo nell’immiserimento culturale……. é barbarie.
Vivere d’arte oggi è estremamente difficile; I Rodin, De Chirico, Rubinstein, Horowitz, Caballè, Bergonzi, Horne e via così saranno sempre rarità ma tutti coloro che fanno dell’arte espressione della personale ricerca e mezzo di comunicazione, devono trovare accoglienza in un tessuto sociale aperto a un sistema collettivo, capace di garantire sviluppo e sostegno invece d’indurre alla fuga e alla rassegnazione.
Tornando al concerto, è doveroso sottolineare la presenza del Maestro Claudio Cirelli al pianoforte; Cirelli è artista di provata esperienza e grande sensibilità interpretativa. In un concerto lirico la funzione del pianoforte è l’accompagnamento ed il Maestro Cirelli è artista che qualsiasi cantante vorrebbe avere accanto; a volte Cirelli pare una dependance di Lourdes….Fa miracoli! La serata ha avuto inizio con “ non t’accostare all’urna” che fa parte d’una raccolta di sei romanze da camera che sono la prima traccia, data alla stampe, della produzione verdiana. Le composizioni cameristiche di Verdi non hanno la notorietà delle opere liriche ma sono più numerose di quanto ci si aspetti e quella sopra citata, credo sia del ‘39, è stata interpretata ieri sera dal Basso Marco Granata; la voce di questo cantante si segnala per la qualità del materiale bello per timbro e colore e di significativo spessore lirico, (Se scendiamo nello specifico e gli facciamo “le pulci” ho dubbi riguardo alla sua appartenenza alla corda del basso) la voce fluisce sull’appoggio di buone intenzioni che ben si percepiscono ma che non sempre e con continuità riesce a realizzare perché le note gravi sono esigue rispetto al centro e all’acuto. Questa caratteristica m’induce a pensare più ad un bass-baritone che ad un basso.
I passaggi dal grave al medio e dal medio all’acuto sono ben percepibili e l’omogeneità dell’emissione ne risente, però sale con facilità naturale in acuto e questa bella voce, se affidata ad un controllo più mirato, può essere foriera di grandi soddisfazioni. Se ben inquadrata in un corretto repertorio e guidata in maniera adeguata la voce di Marco Granata potrà offrire soddisfazioni ragguardevoli al suo possessore ed agli appassionati del melodramma.
Partecipante alla serata è già ascoltata in altre opere e concerti, il mezzo soprano giapponese Takako Horaguchi che ha interpretato l’aria di Cuniza dall’Oberto; più che un mezzo soprano, (per gli stessi motivi sopra detti riguardo al Granata ma nel caso più percepibili) la Horaguchi m’è parsa una voce interessante, ma da soprano corto, che ha trovato spazio nella corda del mezzo sopranile.
Il mezzo soprano, Raffaella Riello ha offerto l’interpretazione di due arie tratte da colonne portanti della produzione verdiana; ha esordito con “Oh dischiuso è il firmamento” ed ha concluso con “o don fatale” inserendo tra le due la sua Maddalena nel quartetto “ bella figlia dell’amore”. meglio la seconda aria della prima ma la ricerca dei colori , degli accenti d’espressione e d’una linea di canto aderente alla pagina verdiana era rilevabile anche se l’emissione è alla ricerca di un legato in fase di perfezionamento.
Il soprano Annalisa Massarotto possiede una graziosa voce lirico-leggera da assestare nel grave perché attualmente esiguo rispetto agli altri due registri e privo della necessaria rotondità e spessore; non mi è sembrata a suo agio nelle agilità. Più che “ mercè dilette amiche” dai Vespri avrei portato al pubblico l’aria di Musetta. Di maggior rilievo l’interpretazione, nel quartetto del Rigoletto, della Massarotto.
Nello stesso quartetto era presente il baritono Alejandro Greene che nel corso della serata ha poi interpretato l’aria del Conte di Luna. Gradevole la voce di questo baritono per timbro e colore e, per lo spessore, credo di poterlo collocare in ruoli cantabili del repertorio del primo ottocento; ruoli cantabili quindi o ruoli da caratterista che possono offrire notevoli soddisfazioni perché le intenzioni del Greene sono ben percepibili per quanto ancora sull’aspra via della loro realizzazione.
Il soprano giapponese Azusa Kinashi ha offerto l’aria del paggio Oscar e quella di Nannetta sul fil d’un soffio etesio. A parte un’incertezza nel finale dell’aria di Oscar direi che tutto è filato liscio per quest’aggraziato soprano lirico-leggero. Raccontata così, la prestazione della Kinashi, è però cosa veramente riduttiva perché questo soprano giapponese canta e lo fa bene. Vizi evidenti di emissione non ce ne sono ed il canto della Kinashi scorre fluidamente ben timbrato e appoggiato. Gli acuti sono facili perché correttamente impostati e l’assenza di percezione del passaggio denota la conquista di quell’omogeneità d’emissione che ha raggiunto una buona maturità artistica. A quanto sopra aggiungiamo garbo, buon gusto, precisi accenti d’espressione, facili agilità, capacità d’alleggerire e sfumare, giusti colori, ricchezza espressiva… .insomma….sa cantare!!!
Oggi è arte rara.
Le arie tenorili erano affidate al tenore Roberto Costi. Che ha cantato “quando le sere al placido” e il quartetto “bella figlia dell’amore”.

ATTILA



Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

 
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