TEATRO
DE ANDRE' CASALGRANDE 8 OTTOBRE 2011
50 ANNI SUL PALCOSCENICO
Cinquant'anni
d'arte sul palcoscenico sono un traguardo raggiunto da pochi e tra i pochi ancor
meno
sono quelli che hanno mantenuto un
elevato
profilo interpretativo
in virt d'una condizione vocale invidiabile.
Queste son cose che non accadono
per caso o per fortuna.
Sto parlando del Basso Franco Montorsi, festeggiato ieri
sera a Casalgrande per il mezzo secolo trascorso dal suo debutto.
Dobbiamo tutti
all'impegno e all'opera del Dott. Ugo Bedeschi la bella serata, in onore del
Basso Montorsi, ed è altrettanto doveroso render merito alla consorte del
direttore del teatro di Casalgrande che tanto si prodiga affinchè tutto
trovi spazio e ordine nell'allestimento degli spettacoli teatrali al De
Andrè.
In un concerto lirico tutto si gioca, più o meno felicemente, tra cantanti
e maestro al pianoforte.
Ieri sera accompagnava gli artisti, il Maestro Milo Martani lui pure pregevole
e raffinato esecutore.
Accompagnare il canto significa creare un delicato, e
talvolta fragile equilibrio, affidato a tre protagonisti che possono sfuggire
all'attenzione d'un ascoltatore un poco distratto: mente, cuore e mani del Maestro
al pianoforte!
La professionalità costituita dalla equilibrata fusione
dei suddetti componenti e il Maestro Martani possiede due strumenti
di
rara capacità ed intensità espressiva: la destra disegna e mette in
evidenza la linea melodica mentre la sinistra offre sostegno ritmico e armonico.
Un artista in vero pregevole il Maestro Martani.
Accade, con frequenza maggiore
di quanto si crede, che strane alchimie sintetizzano e si compendiano nella carriera
d'un artista condizionandone lo sviluppo. In un passato non lontanissimo basta
ricordare il Tn Mirto Picchi, eccelso fraseggiatore, autoconfinatosi in un repertorio
non certo popolare o il Tn Rinaldo Zunica lui pure artista di
rara capacità ma
oggi dimenticato.
Il Basso Montorsi è persona amabilissima e la prima impressione
che offre è che non sia nato per sgomitare.
Il comprimariato,
considerato ingiustamente un aspetto minore dell'opera, non è un
argenteo limbo quando lo si vive artisticamente come ha fatto e continua a fare
il Basso
Montorsi, ma un aureo angolo di paradiso costituito da gesti e suoni che rappresentano
l'essenza d'una parte vitale del teatro lirico.
Vi sono opere dove il comprimario è l'interprete
aggiunto: vedi Turandot, Rigoletto, Trovatore, Falstaff, Fanciulla del West,
Francesca da Rimini ecc.....!
Come non ricordare Virgilio Carbonari, Florindo Andreolli, Franco
Ricciardi,
Piero De Palma, Domenico Trimarchi oppure andando a ritroso nel tempo Aristide
Baracchi, Scattola, Nessi ecc!
Era un comprimariato di lusso.....eccome!!!! Caro Montorsi Lei è in ottima
compagnia!
La voce del Montorsi, a oltre settanta anni, portati signorilmente, conserva
caratteristiche di morbidezza, fluidità, ricchezza di colori che non sono
soltanto lo specchio d'una invidiabile condizione di salute.
Non si canta così dopo
mezzo secolo dal debutto se non si è dotati d'un solido bagaglio tecnico.
Nel corso della serata il Basso Montorsi è, con sobria umiltà, salito
in cattedra e non ce n'è più stato per nessuno, eccettuato il Maestro
Martani. Con quest'affermazione non intendo togliere nulla agli artisti che hanno
reso omaggio al Bs Montorsi ma semplicemente sottolineare una condizione vocale
assolutamente rara e invidiabile.
La voce appartiene, per densità e peso
specifico, al repertorio del Basso cantabile; affronta agevolmente le
agilità, sfuma, colora, alleggerisce e gioca furbescamente con il
gesto
così come un'autentica volpe del palcoscenico sa fare.
Canto e gestualità sono calibrati sapientemente sulla parola. Classe, esperienza
e mestiere non son acqua che scorre e se ne va!
Montorsi è un grande affabulatore sul palcoscenico e non fa sostanzialmente
molta differenza che sia in abiti di scena oppure no. Riesce a pochi!. Tutto
quanto ha proposto era godibile ed ho particolarmente apprezzato il duetto lì
ci
darem la mano, affiancato dal Sp Tania Bussi, e l'esecuzione
dell'aria non
più andrai farfallone amoroso.
Di Francesco Paolo Tosti ha cantato non
t'amo più e t'amo ancora con intelligente dosaggio
espressivo adeguatamente cameristico.
Montorsi ha il buon gusto di non tentare
di farne un'aria d'opera; la Sua abilità è tale da rendersi
non solo credibile ma pienamente apprezzabile anche nell'impervio duetto da La
Gioconda Ò bella
cos“ madonna io non v'ho mai veduta affiancato dal Ms Stefania
Maiardi.
Salendo dal medio all'acuto s'evidenzia un vibrato stretto nella voce
che appartiene alla natura stessa dello strumento.
Il soprano
Tania Bussi e il Ms Stefania Maiardi hanno partecipato al concerto segnalandosi
per l'impegno profuso con dovizia e buone intenzioni interpretative.
ATTILA