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Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

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Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

Interviste Articoli e Recensioni 2011

Guestbook Nausica  
  17 Aprile 2011
di Attila

L'ELISIR D'AMORE AL TEATRO DE ANDRE'
DI CASALGRANDE (RE)

Il Teatro De André dimostra che con competenza, buona e saggia volontà, capacità e pochi quattrini, è possibile allestire spettacoli lirici non soltanto soddisfacenti ma spesso degni di teatri di tradizione blasonati che godono di ben altri bilanci. Il merito va attribuito al dott. Bedeschi e alla signora Mariella Simonazzi che pongono al servizio del De André la loro competenza con tanta abnegazione. Sono un tradizionalista incallito e non amo le trasposizioni temporali nelle opere liriche però quella posta in essere ieri sera non ha minimamente disturbato. Quattro sono i cardini sui quali ha ruotato l'Elisir rappresentato ieri sera a Casalgrande: orchestrazione, regia con annesse scene e costumi, Coro e soprano.

Il dott. Bedeschiha curato la regia con brioso garbo e l'acutezza d'esperta volpe da palcoscenico. (non me ne voglia per l'accostamento). Gesti, movimenti, scene e costumi emanavano profumi d'aia di tempi andati, anche se non troppo lontani, ma presenti nella memoria di tanti. Più che lodevole la risposta dei giovani artisti sulla scena. La presenza sul podio del Dir. Paolo Barbacini Manfredi è sempre garanzia d'eccellenza e anche ieri sera non ha mancato l'appuntamento dirigendo l'Orchestra Città di Ferrara con intensità.

Entrano in gioco molteplici aspetti della preparazione ed esperienza di questo raffinato artista che ha dedicato gran parte della sua vita al Teatro d'Opera con particolare attenzione a Donizetti del quale esalta la squisita e delicata propensione chiaroscurale ottenendo dall'orchestra una precisa ed efficace risposta nel piano e nel pianissimo, dominando l'inclinazione al personalismo, vagamente anarchico, che pervade talvolta gli orchestrali presi singolarmente. Il risultato è l'assenza di quelle momentanee abdicazioni alla funzione dÕaccompagnamento che lÕorchestra deve avere al cospetto delle voci. Lodevole pertanto la prova dell'orchestra Città di Ferrara.

Il Coro dell'Opera di Parma sa essere protagonista in questo Elisir con il vigore misurato sulla pagina donizettiana e la efficacia che lo distingue e lo fa apprezzare ovunque porti l'esperienza artistica che lo caratterizza, diretto nell'occasione, dal Maestro Emiliano Esposito. Quarto ed ultimo, non per importanza, cardine sul quale ha ruotato l'Elisir di ieri sera è stata la prestazione artistica del soprano lirico-leggero salernitano Paola Santucci. Questa trentacinquenne controlla musicalmente e vocalmente il ruolo d'Adina con ottimi effetti ed ha offerto una prestazione artistica matura e, in alcuni momenti, perfino avvincente. La fusione equilibrata e assai efficace dei suoni con la gestualità fanno della Santucci una gradevole interprete nel ruolo d'Adina senza stucchevolezze ma con femminile, malizioso garbo rendendo un personaggio assai credibile e rimarchevole nel suo complesso.

A Paola Santucci occorre attribuire la giusta e meritata dose del successo che l'opera eseguita ha ottenuto. Il canto scorre con facilità manifestando leggerezza, anche in punta di voce, fluidità e morbidezza; alleggerisce, colora, sfuma e sale in acuto con ottimo controllo ed eccellente musicalità. Sostanzialmente una buona emissione a suo agio nelle agilità ed in tutto quello che la pagina donizettiana esige nel ruolo d'Adina. Considerando le affinità tra il ruolo femminile in Elisir e quello in Don Pasquale tutto lascia intendere che questo soprano possa essere una efficace Norina. Per me che la sentivo cantare per la prima volta è stata una gradevole sorpresa.

Purtroppo il resto della compagnia vocale non s'è mostrato allo stesso livello dei sopra indicati. Ritengo doveroso precisare che la musicalità non faceva difetto a nessuno e nel caso di Belcore, interpretato da Andrea Tabili, occorre spezzare una lancia in suo favore perchè le evidenti difficoltà manifestate penso siano da ascrivere al clima pazzerello degli ultimi giorni con sbalzi repentini di temperatura che sono spesso esiziali per chi canta. Non gli ho chiesto come stava perchè non m'andava di mettere il dito nella piaga tanta era l'evidenza. Ha fatto del suo meglio per quel che la condizione consentiva quindi gli vi èreso l'onore delle armi per la buona volontà e l'impegno profuso.

A compenso d'un acciaccato Belcore abbiamo apprezzato una gradevole Yukie Ina, ben inserita nei concertati, che ci ha fatto giungere la sua delicata voce con nitore distinto, là dove occorre salire, con suoni ben timbrati. Un pizzico di squillo in più non guasterebbe ma la sua è stata una onesta Giannetta meritevole d'attenzione.

Che dire del Dulcamara di Claudio Levantino? é bene non andare troppo indietro con la memoria e non fare paragoni con, uno a caso, tale Bruscantini che, onusto d'anni, fraseggiava mandando in visibilio chiunque avesse la felice sorte d'ascoltarlo. Brioso e pungente ma non sempre felice e soddisfacente nell'interpretazione vocale. Credo abbia dato il meglio duettando con Adina subendo forse un effetto di trascinamento anche se ognuno mette quel che ha quindi onore al merito quando questo c'è.

E' mancata la colonna portante di un efficace Nemorino: purtroppo non basta recitare e non sono sufficienti le buone intenzioni per rendere questo delicato, poetico ed elegante personaggio donizettiano. Oddio, non che ci s'aspetti la reincarnazione di Kraus ma questo giovane, volenteroso Alessandro Turri esprime una linea vocale lontana da Nemorino.
Rendere quel candore disarmato e disarmante esige una voce perfettamente in maschera con il conseguente controllo della mezza voce, che non  il cantar piano, altrimenti mancano gli armonici sostituiti da suoni sordastri, indietro, oppure attaccati al naso quando si sale; é questo il caso.
Chi, con le stesse caratteristiche non si attacca al naso sale aprendo, sbiancando e stimbrando oppure tuba in gola con effetti disastrosi. Alla giovinezza di questo tenore nulla è precluso ma dalle sue note personali apprendo che ha cantato Carmen e Butterfly ÉÉ.si! Pinkerton e addirittura Don José! Con questo metro di misura potrei sfilare io alla prossima edizione di miss Italia!!!! Le scelte personali sono sacre É..poi non ci si sorprenda delle conseguenze! é un vero peccato perchè questo giovane ha sicuramente delle potenzialità che possono trovare buona realizzazione, una volta impostata correttamente la voce, in un repertorio lirico leggero spingendosi fino al lirico Rodolfo di Boheme a patto che rivolti la sua fonazione come un calzino in lavatrice. Quanto impegno, pazienza, dedizione, corretto studio, sensibilità, intelligenza, perseveranza ed equilibrata acutezza, occorrono per affrontare il periglioso percorso che conduce alla formazione artistica.
Auguri giovane tenore Turri.

ATTILA



Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

 
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