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Guestbook Nausica  
  Lunedì 02 Gennaio 2012
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Come trascorrere un piacevole pomeriggio di capodanno 2012
al teatro de Andre' a Casalgrande

Ancora una volta il direttore del teatro De Andre' di Casalgrande, Dott. Ugo Bedeschi, ha fatto centro!
Coadiuvato dall'amabile e competente consorte il Dott. Bedeschi ha offerto alla cittadinanza un piacevole pomeriggio musicale avvalendosi di giovani voci, gia' sperimentate in precedenti esperienze, sempre in allestimenti curati dall'inossidabile coppia nella vita e in arte. Preziosa, nell'occasione la collaborazione al pianoforte della Maestra Maria Cristina Debbi che ha accompagnato i cantanti con la consueta professionalit.
Tutti e quattro i giovani artisti avevano avuto occasione di calcare la scena del De Andre' fornendo prestazioni più che decorose diretti dal Maestro Paolo Barbacini. Credo sia dell' Aprile scorso l' Elisir d'Amore andato in scena a Casalgrande con un buon successo esprimendo tutti i principali partecipanti, eccettuato il tenore, che non era lo stesso che ha cantato a capodanno, un onesto e promettente livello artistico. Con simpatica arguzia il Dott. Bedeschi s'è assunto, come di consueto, il compito di presentare divertendo senza far pesare il bagaglio di conoscenze che lo distingue e questa operazione riesce soltanto quando a sostenerla c'è umilta' e semplicità in felice connubio con una brillante intelligenza!.
Sanno farlo in pochi! Il programma era dedicato alla donna nell'opera lirica con arie che sottolineavano il saper essere insinuanti, astute, dolci e delicate quanto tragiche, drammatiche e vendicative. Il programma scelto ed eseguito si segnala sia per la popolarita' delle arie interpretate che per le difficolta' insite in alcuni brani non consueti appartenenti ad opere non piu' di repertorio quali la Louise di Charpentier o i racconti di Hoffmann di Offenbach.
Sul palcoscenico si sono alternati due soprani, un tenore e un basso. Se passiamo al confronto tra i cantanti cito subito il Sp Azusa Kinashi. É lei che “tiene il banco”! La storia di questo incontro musicale l'ha fatta lei! Il divario tecnico e interpretativo colloca questo soprano lirico-leggero, al vertice della serata.
Pur non essendo una Battle la Kinashi canta sempre e bene. L'intonazione è sicura e precisa (puo' sembrare una ovvieta' ma lo è assai meno di quel che la realta' ci propone), facili e ben controllati gli acuti, corretto e misurato il fraseggio, efficace il dosaggio dei fiati. Il canto della Kinashi scorre fluido e piacevole e sebbene il volume della voce non sia corposo, a dimostrazione che tutto funziona, c'è la ricchezza degli armonici che ne caratterizza l'emissione.
Anche duettando con una voce naturalmente piu' dotata la Kinashi non fatica a “forare” in alto non temendo il confronto e le vibrazioni che arrivano al timpano dell'ascoltatore sono la prova del corretto uso della maschera. Questo accade soltanto se il giusto dosaggio del fiato intercetta le corde tese correttamente. Con l'aria della bambola dei racconti di Hoffmann la Kinashi ha incantato il pubblico; buono il “saper vorreste”(oscar del ballo in Maschera) e pure l''addio del passato'' anche se ritengo possa permettersi Traviata in concerto ma credo sarebbe un rischio l'opera in teatro.
Sostanzialmente corretta ma meno convincente ''de puis le jour'' dalla Louise di Charpentier. Una prova piu' che positiva quella della Kinashi. Una serata a teatro è un po' come cuocer ciambelle: non tutte riescono bene! Avevo trovato gradevole il Sp Yukie Ina e tutto sommato, convincente la sua Giannetta nell'Elisir prima citato ma ieri a Casalgrande s'è espressa nettamente sotto tono.
Complessivamente discreta la sua Musetta; ''quando men vo soletta'' si gioca sul centro ma le cose cambiano con ''l'aria dei gioielli'' dal Faust di Gounod! Non sempre l'intonazione è sicura e precisa, le agilita' la mettono in difficolta' e il canto cerca quel che non trova.
Aggraziato e gradevole il florilegio di canzoni giapponesi ma confrontando la serata con la Giannetta di meno dun anno fa' la Ina mi lascia insoddisfatto; il tenore Menini ha bella voce e buon materiale ma l'emissione è desuguale a nocumento della resa finale del suono. Le intenzioni sono ben percepibili ma realizzate in parte e con disomogenea discontinuità. Generoso nel canto ma non efficace quanto vorrebbe le intenzioni.
Il Bs Claudio Levantino, che avevo complessivamente apprezzato nel ruolo di Dulcamara, mi ha deluso ed è un peccato perchè la voce ha buon timbro e bel colore ma ricordandolo nove mesi fa' colgo oggi differenze apprezzabili negativamente. La voce salendo' dal centro all'acuto stimbra e cambia colore.
Nel grave ho la sensazione che sia alla ricerca d'uno spazio che va oltre la naturale disposizione della voce.
Piu' che basso mi pare un Bs/Br mentre gli acuti, per timbro e colore, sembrerebbero indicare un baritono cantabile. Questo ragazzo suscita dubbi, almeno a me, e temo possa farsi del male se non risolveà' positivamente la ricerca di una tranquilizzante omogeneità e fluidità d'emissione che attualmente manca all'appello.
Certamente la scelta di l'aria moziartiana è stata ben ponderata e adatta alle sue caratteristiche e pure Rossini entra nelle corde purche' elimini le incertezze che ieri sera lo hanno afflitto. Questo giovane penso possa offrire molto nel repertorio cameristico.
Ha cantato di Tosti ''non t'amo piu'' e di De Curtis'' non ti scordar di me'' ed è proprio con queste che ha mostrato di trovarsi in difficolta' evidenziando' una intonazione non sempre corretta e precisa quasi le affrontasse per la prima volta e gli avessero messo lo spartito sotto gli occhi cinque minuti prima. Potenzialita' il giovane Levantino ne ha ma tocca a lui mantenere le promesse realizzandosi come artista compiuto.
Vorrei tanto riascoltarlo tra sei mesi e rendermi conto che le mie attuali perplessita' non hanno ragione d'essere: in bocca al lupo giovane Claudio Levantino, che tanto studio e la buona sorte t'assistano!.
Ai giovani cantanti consiglio il riascolto, più volte, della registrazione delle loro serate insieme al maestro oppure a persona d'affidabile esperienza. Chi ama il canto e i giovani che lo praticano deve essere pronto a dire, in buona fede, anche cio' che puo' dispiacere.

ATTILA



Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

 
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