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Tizzano Opera - Nabucco

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Interviste Articoli e Recensioni 2010

Guestbook Nausica  
  24 luglio 2010

RIGOLETTO AL TIZZANO OPERA FESTIVAL
Tizzano Val di Parma 24 luglio 2010

Dopo Nabucco, ieri a Tizzano, è stato rappresentato Rigoletto.
Molto suggestivo il luogo perchè lo scenario era costituito dalle rovine del castello di questa amena località che d'estate non conosce certamente la calura e l'afa delle “terre basse”! Così com'era avvenuto per Nabucco, il luogo, sebbene assai suggestivo, ha posto non pochi problemi ai movimenti di scena che il regista Pierluigi Cassano ha sapientemente risolto trovando soluzioni di compromesso, recuperando un non facile equilibrio tra le differenti esigenze. Nel pittoresco contesto fatto di antiche mura, cielo stellato ed una luna luminosissima come soltanto si può vedere in montagna, la tragedia del gobbo verdiano s'è compiuta davanti al pubblico che al termine dello spettacolo ha manifestato partecipazione e soddisfazione con lunghi applausi.
Ritengo vada segnalata l'importanza, spesso trascurata, dei costumi particolarmente appropriati e sfarzosi indossati dagli interpreti e dai figuranti, forniti da Marco Guyon.
In tutte le opere verdiane il coro è l'interprete aggiunto e in alcune d'esse la sua importanza è determinante e la Corale Verdi di Parma rappresenta un complesso di solida e provata esperienza. Solitamente si esprime a livelli artistici elevati ma in questa circostanza si è limitata al compitino di dovere e sottotono rispetto a precedenti esperienze nonostante l'eccellente direzione del Maestro Fabrizio Cassi.
L'accompagnamento era affidato al pianoforte ma la presenza, allo strumento, del Maestro Claudio Cirelli è quanto di più augurabile può attendersi l'artista che si propone sul palcoscenico per interpretare un'opera lirica.
Tutti i comprimari hanno ben assimilato le richieste della regia ponendo al servizio delle esigenze l'esperienza maturata nel corso delle rispettive carriere. Marullo, Borsa e Ceprano, sebbene giovani d'età si muovono con inusitata efficacia. Accade in tutte le rappresentazioni che qualcosa vada storto in misura più o meno significativa e questo Rigoletto non ha infranto la regola.
Iniziamo le sottolineature con la contessa di Ceprano alla quale toccava pure il ruolo del paggio: che dire? Voglio dire soltanto ch'era fornita di costumi molto belli! Interessante la partecipazione del giovane baritono George Andguladze nelle vesti del conte di Ceprano; vesti indossate degnamente sotto il profilo vocale e pure in virtù d'un comitale portamento. La voce di questo giovane georgiano ha bel colore e una volta risolto il problema che attualmente ne affligge il passaggio tra il medio e l'acuto potrà aspirare a ben altri ruoli. Tutto dipende da lui perché le potenzialità ci sono. Borsa era il tenore Emiliano Tozzi; un faentino di belle speranze dotato d'una interessante voce lirico-leggera facile all'acuto, ben timbrata che, nel repertorio adeguato, può aspirare a ben altri traguardi. Fenton, Rinuccio, Almaviva e così via sono i ruoli ai quali deve puntare; molti sono gli aspetti che concorrono al successo d'una carriera e il materiale vocale a disposizione del Tozzi non manca anche se occorre sempre rammentare che la voce è bla condizione essenziale ma non certo l'unica sulla quale costrire una carriera.
Un discorso a parte merita la presenza del br Daniele Piscopo nelle vesti di Marullo.
Piscopo non è più una promessa ma una realtà, magari da consolidare, ma certamente è una valida ed intelligente presenza nel ristretto panorama giovanile.
La voce del Piscopo ha un suo indiscusso fascino; è bella per timbro e colore e fluisce morbidamente salendo all'acuto con facilità. Piscopo canta con garbo e gusto e si muove con adeguata e corretta misura calibrata sul personaggio; restano un paio di note nel grave che devono ancora trovare una convincente pienezza e rotondità ma siamo in presenza d'un percorso virtuoso e felicemente “produttivo” che sto seguendo con attenzione e fino ad ora il Piscopo non ha mai deluso le attese.
Takako Horaguchi è stata una piacevole sorpresa sentirla rendere al pubblico una Giovanna di rilievo per interpretazione vocale e scenica.
Anche per questa artista penso che il futuro possa riservare soddisfazioni.
Sono questi i giovani ai quali prestare tanta attenzione e occorre riconoscere al Nausica Opera International, nelle persona della direttrice artistica, Yumi Anna Yaginuma, che offre spazio ai giovani promettenti, il giusto merito.
Per lo stesso motivo occorre ridurre lo spazio a coloro che per insondabili motivi non calcano ma calpestano i palcoscenici! Interessante la voce del Duca di Mantova prestata al personaggio dal tenore catanese Paolo Lardizzone.
Con Lardizzone siamo in presenza di buon materiale vocale purtroppo affidato più al temperamento che ad un misurato controllo tecnico. Lardizzone si lascia trascinare molto dall'istinto ed alterna momenti felici ad altri dove l'incertezza, l'insicurezza e, forse, l'improvvisazione emotiva, lo portano a compromettere il disegno di questa fondamentale figura nella economia complessiva di una delle più note opere verdiane. Ritengo doveroso precisare che cantare all'aperto non sempre è agevole.
Ieri sera , ad un certo punto, s'è levata una brezza che con lo scorrere del tempo rinforzava; inoltre la temperatura alle 21.30 non era quella delle 22 e ben diversa era ancora nel corso dell'ultimo atto quando senza non si resisteva. Non tutti reggono facilmente queste situazioni che si verificano cantando all'aperto.
Rigoletto è un ruolo impervio che fa tremar le vene ai polsi a qualsiasi baritono.
Felice Varesi fu il primo interprete di Rigoletto ed è doveroso ricordare che il baritono verdiano deve possedere tante e tali qualità al punto che è ben difficile trovarle tutte nella stessa persona. Questa è la realtà odierna mentre al tempo della trilogia la situazione era ben diversa. Il baritono verdiano deve possedere acuti facili, scintillanti, timbrati e svettanti così come deve caratterizzarsi per un centro fluido e morbido supportato da un assoluto controllo del fiato altrimenti col piffero che s'immaschera la voce!!!!!! se la voce non è correttamente immascherata non trova gli armonici ed è impossibile la mezza voce. Diversamente si può provare a cantare piano ma è cosa ben diversa da quel che si richiede al baritono verdiano. Essenziale è la capacità di legare i suoni almeno quanto lo è il fraseggio scandito significativamente nell'invettiva e pure nei brani cantabili come nei concertati. Se manca un perfetto controllo del fiato basta anche una semplice frase di media ampiezza per strozzare il cantante; pertanto colui che affronta il ruolo di Rigoletto compi una scelta di grande responsabilità e coraggio.
Ieri sera vestiva i panni di Rigoletto il baritono Valentino Salvini che con determinato ardimento ha ben reso al pubblico la figura del tragico buffone.
Senza dubbio interessante il Monterone proposto da Luciano Miotto non sempre impeccabile nell'emissione nel forte ma dotato di valido fraseggio per espressione e scelte interpretative. In questo ruolo però amo ricordare un “vecchio leone” e spero che il basso reggiano Montorsi non me ne voglia se così lo definisco. Ho visto Montorsi nel coro ed ho avuto occasione d'ascoltarlo più volte, in tempi recenti in ruoli di comprimario che da 50 anni onora ad un livello artistico che caratterizza quel comprimariato di lusso comune fino a 30 anni fa e che non trova un adeguato ricambio generazionale!!!!
Soddisfazione e compiacimento nell'ascoltare lo Sparafucile del basso Luca Gallo.
Gallo è un serio e collaudato professionista capace di proporsi con significativa efficacia; ha ottima presenza scenica e canta....non è poco con quel che, purtroppo con dolorosa frequenza, capita d'ascoltare.
Altra prestazione di rilievo è stata quella offerta dal soprano polacco, allieva dell'eccellente Maestro Bayer di Varsavia, Magdalena Kunce. La ragazza ha ottima presenza scenica e realizza in larga misura, valide intenzioni interpretative grazie ad un fraseggio corretto e misurato sul personaggio.
La Kunce è stata una Gilda virginale nelle giovanili ansietà del personaggio ed accorta col padre nel momento in cui virginale più non era.
La Kunce ha reso con proprietà d'accenti la fragilità di quella capacità d'esprimere amore che apparteneva alle giovani di 150 anni fa, votate ad una loro immaginaria visione ideale del sentimento amoroso, spinta fino al sacrificio supremo per non sopravvivere alla morte del proprio idealismo. Se gli allievi rispecchiano l'insegnamento del loro Maestro i miei complimenti al maestro Bayer! Unica sensazione vagamente non convincete, avendo tempo fa ascoltato la Kunce in audizione, è stata la percezione d'una velata, minore capacità di salire dal centro all'acuto con assoluta fluidità come rammentavo nelle precedenti occasioni. Una prestazione veramente convincente e di buon livello, quella offerta da questa giovane polacca.
Non resta che parlare di Maddalena impersonata dal mezzosoprano Tamta Tarieli. È quella della Tarieli una voce importante sotto ogni punto di vista. Questa giovane georgiana è una solida realtà nel panorama giovanile delle voci liriche del teatro d'opera. È una voce opulenta, belle per timbro e colore ed interpreta con rara intelligenza. La Tarieli mi ricorda re Mida che trasformava in oro tutto quello che toccava.........beh! La Tarieli trasforma in oro ogni suono che emette!!!!! E' inutile ch'io mi dilunghi: questa ragazza va ascoltata perchè ascoltarla cantare suscita puro piacere d'altri tempi!


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