NAUSICA WEB Vers.2.0 A.S. MMVIII
   
     
  V.It V.Jap V.Fra V.Spa V.Uk V.De  
     
Home : Nausica Opera : Mission : Artisti : Sedi Contatti : Stampa : Recensioni & Articoli : Guestbook Nausica : Riservata ai Soci : Motore Ricerca
 
 
Tizzano Opera - Nabucco

NEWS








ARTISTI 


WEBZINE


Interviste Articoli e Recensioni 2010

Guestbook Nausica  
  26 Giugno 2010

NABUCCO A TIZZANO

Allestire l’opera verdiana Nabucco tra le rovine d’un antico maniero è una bella “rogna” per qualsiasi regista voglia metterci mano perchè, comunque, il ricorso al compromesso è inevitabile ma Pierluigi Cassano ha saputo ricorrere ad un’abile mediazione tra le esigenze sceniche obbligatorie ed i limiti imposti dall’ambientazione in vero suggestiva. Veder comparire la luna dietro le antiche rovine del castello di Tizzano, mentre sulla scena si dipanava la vicenda verdiana, ha suscitato certamente sensazioni evocative nel pubblico presente alla rappresentazione. Il regista Pierluigi Cassano ha, con impegno, intelligenza e non poca fatica, trovato conciliazione tra esigenze di difficile amalgama.

Al pianoforte il maestro Claudio Cirelli ha offerto l’eccellenza della Sua professionalità ma, essendo lo strumento distante dalla scena, il ricorso all’amplificazione è stato inevitabile con effetti alterni e non sempre ottimali per interpreti e coro ai quali, probabilmente, il validissimo supporto dell’accompagnamento del Maestro Cirelli, nel forte e fortissimo, deve essere giunto in modo discontinuo o comunque affievolito.

Ritrovare il soprano Rika Itanami nel ruolo di Abigaille è stata una piacevole conferma della validità di questa artista nelle vesti di uno dei personaggi verdiani più ostici in assoluto. La tessitura che Abigaille affronta spazia dallo acuto estremo ai suoni più gravi rendendoci una figura d’eroina che precorre l’universo femminile wagneriano. Siamo in presenza d’atletismi che trovano compimento in una vocalità che si colloca tra il soprano drammatico ed il contralto condito con indispensabile padronanza dell’agilità… non è poco. Abigaille si trova pure a dover padroneggiare passi di puro lirismo pertanto deve essere attrice e cantante lirica e drammatica ma l’agilità è a tratti di una sfrenata irruenza che, per trovare compiuta realizzazione, necessita di suoni gagliardi, bronzei, aggressivi, da belva affamata di potere, lontana anni luce dalle agilità espressive del belcantismo che ha preceduto questo personaggio verdiano nelle melodie belliniane e donizettiane. A quanto sopra detto occorre aggiungere che la personalità della Itanami si plasma sul personaggio con furore scenico elettrizzante trovando poi nei passi lirici suoni accoratamente languidi convincenti. Alcune asprezze timbriche della Itanami ben s’attagliano alle caratteristiche del personaggio che ieri sera, questa valida artista, ha offerto al pubblico di Tizzano.

Improbo, arduo e ingrato l’impegno che Verdi esige, per “costruire” il personaggio di Nabucco, dal baritono di turno. Nelle vesti di Nabucco, ieri sera a Tizzano, c’era il baritono Valentino Salvini. Le cronache dell’epoca ci parlano di Giorgio Ronconi che, dopo essere stato acclamatissimo interprete donizettiano, divenne ideale interprete delle partiture verdiane. Il baritono verdiano nasce con Nabucco e ad esso è richiesta voce di buon volume (non occorre sia torrenziale alla Titta Ruffo o, per venire ad anni più recenti, alla Guelfi) assolutamente adusa a morbida duttilità, ai colori sfumati, agli alleggerimenti e al recitar cantando. Essenziale è poi la facilità nel registro acuto ed il legato per rendere con efficacia i momenti puramente lirici perchè se difetta la capacità di legare diventa vocalmente ingestibile il passaggio, di puro lirismo a tinte forti, da tiranno a uomo, che si esprime compiutamente nel “Dio di Giuda”! Nabucco è figura tirannica, minacciosa e dolorosa ed il passaggio che caratterizza questa transizione inizia con l’aria “chi mi toglie il regio scettro” che richiede una straordinaria varietà di colori e accenti d’espressione per rendere convincente il personaggio; ricordo un quarant’anni fa un fenomenale Zanasi, che fu allievo della Maestra Ronchi, e recentemente un fantastico Marzio Giossi lui pure allievo, in gioventù, della stessa mai abbastanza rimpianta, Maestra. Il baritono Salvini ha evidenziato nella serata, buone intenzioni realizzative, esperienza, giusto mestiere e buona interpretazione, supportate da una puntuale musicalità negli attacchi e nei concertati.

Nell’opera Nabucco giganteggia il ruolo di Zaccaria: il gran sacerdote. Senza un grande Zaccaria l’opera verdiana è monca, incompiuta; per la stessa ragione occorre un grande coro e la Corale Verdi di Parma non è mancata all’appuntamento.

Silvia Rossi ha diretto con puntuale efficacia l’eccellente coro padrone delle partiture verdiane anche se l’inevitabile ricorso all’amplificazione più che giovare ha reso problematico l’impegno artistico profuso. Zaccaria si pone alla guida delle scene corali, incita e regge il peso drammatico di momenti che esprimono una sacralità eroica che trova inizio proprio con Nabucco e che culminano in trascinanti e terribili cabalette. Che dire poi della forza espressiva che il basso deve padroneggiare in “vieni o levita”! Ho avuto la fortuna e il privilegio d’ascoltare Ghiaurov negli anni settanta ed il ricordo è incancellabile.
L’ineguagliabile vis drammatica del basso verdiano nasce con Nabucco e trova compimento nella figura di Filippo II e del Padre Guardiano rendendoci personaggi grandiosi nel tormento interiore, nell’essere trascinanti e sanguigni, ponderosi e profondamente umani.

Al basso Fabrizio Flamini non manca la ieratica figura del gran sacerdote che fa affidamento su un significativo fraseggio nel quale si specchiano buone intenzioni interpretative. La voce non ha la torrenzialità di De Angelis o la plasticità di Neroni ma belli sono timbro e colore così come convincente è il centro di gravità della emissione. Il grave non ha l’ampiezza di Pasero o di Neri ma Flamini trova in questo Nabucco una corretta collocazione risolvendo con professionalità il compito affidatogli pur palesando, a tratti, un certo disagio nel registro acuto. Flamini padroneggia una adeguata capacità espressiva che evidenzia un buon equilibrio tra gestualità e canto.

Fenena è un personaggio affidato solitamente ad un soprano lirico mentre ieri sera cantava Tamta Tarieli che è un mezzo di provenienza dal registro sopranile. La Tarieli possiede capacità artistiche di tale ampiezza ed una vocalità così preziosa che nel ruolo di Fenena si trova sacrificata anche se la sua professionalità ci ha reso un personaggio scolpito ad arte nel senso più elevato dell’espressione. Timbro e colore affascinano per il morbido e duttile fluire del canto. La Tarieli unisce ad una eccellente presenza scenica capacità di cantante-attrice di rara efficacia. Anche a volerle fare “le pulci” vizi capitali non se ne trovano e pur ritenendo che ogni considerazione è opinabile sfido chiunque a criticare negativamente questa artista preziosa.

Il tenore Paolo Pieruzzo aveva l’onere del ruolo di Ismaele. La tessitura di questo personaggio verdiano non è impervia e si ”gioca” sostanzialmente sul centro e, conoscendo il Pieruzzo, avendolo ascoltato più volte in passato, sapevo che nei panni d’Ismaele si sarebbe trovato a suo agio. Il materiale vocale a disposizione di questo giovane cantante si segnala per bel colore e per uno spessore adatto a ruoli lirico-leggeri con possibilità d’accedere anche ad alcuni personaggi che richiedono una voce adatta al lirico. Ismaele ben s’attaglia alle sue caratteristiche anche se ieri sera ha mostrato a tratti un inatteso disagio.

Sostanzialmente adeguato come vocalità e interpretazione, l’Abdallo di Emiliano Tozzi, giovane interprete, che dimostra nei suoi progressivi impegni, la volontà di crescere, studiando e mettendosi in gioco in ruoli e autori assai diversi .

La presenza del soprano giapponese Azusa Kinashi ha impreziosito il personaggio di Anna. La Kinashi canta bene e anche ieri sera ha offerto un comprimariato di lusso.

Resta il basso Massimiliano Catellani al quale mi lega un rapporto di stima personale e proprio per questo sa che non gli farei sconti neppure in punto di morte (la mia, non la sua!) Nel ruolo del sacerdote ha saputo muoversi agevolmente sulla scena evidenziando un canto sempre più libero di iniziali pastoie ed oggi affidato ad un cammino progressivamente virtuoso che fa di lui una buona promessa a venire. Oggi Catellani rappresenta una realtà vocale meritevole di attenzione e considerazione e, apprezzandone la capacità di progredire e migliorare, posso soltanto complimentarmi con lui e con il suo Maestro. La precisa sensazione è che tra questo giovane basso ed il suo maestro si stia sviluppando uno di quei rari e felici connubi forieri di notevoli attese che, al momento, ritengo il Catellani perfettamente in grado di soddisfare. In bocca al lupo Massimiliano; so che sei convinto che per cantare la voce rappresenta soltanto la condizione essenziale sulla quale lavorare per diventare non un comune cantante ma un artista; tu ci stai provando e mostri per ora di riuscirci.

Non soltanto adeguati ma belli i costumi dei protagonisti, creati per l’occasione da Marco Guyon della Bottega dell'arte di Reggio Emilia.

Ancora una volta Nausica Opera International con la direzione di Yumi Yaginuma, ha centrato il bersaglio offrendo uno spettacolo complessivamente importante in un centro della montagna di Parma dove spazio, silenzio, accoglienza e buona cucina sono a disposizione di chiunque ami star bene.


Contatti Segreteria Nausica Opera


Tizzano Opera - Nabucco

 
Lascia un messaggio
.
 
.

- Copyright © 2005-2010 by Nausica Opera International - Codice Fiscale - 92141750346 - Creative Hosting by NausicaStudio - All Rights Reserved - Privacy Policy - Disclaimer -