NAUSICA WEB Vers.2.0 A.S. MMVIII
   
     
  V.It V.Jap V.Fra V.Spa V.Uk V.De  
     
Home : Nausica Opera : Mission : Artisti : Sedi Contatti : Stampa : Recensioni & Articoli : Guestbook Nausica : Riservata ai Soci : Motore Ricerca
 
 
Concerto Per il Giappone Nausica 2011.

NEWS








ARTISTI 


WEBZINE

Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

Interviste Articoli e Recensioni 2011

Guestbook Nausica  
  Domenica 04 Novembre 2011
"
Uno su mille ce la fa!

Parafrasando il titolo di una canzone, in voga una manciata di anni fa, desidero sottolineare quanto l’affermazione sia applicabile a tutti colore che tentano di percorrere il cammino che conduce alle tavole sul palcoscenico del teatro d’opera.
Personalmente considero il suddetto titolo una espressione di ottimismo. Naturalmente escludo colore che, grazie a bella voce o anche ad altro, riescono in qualche modo a bivaccare su nobili tavolati, senza per questo onorare il belcanto, per un numero sempre e comunque eccessivo d’anni poi …. poi ci sono gli artisti! Non ho usato il termine cantante ma artista perché i cantanti sono in numero assai più elevato degli artisti. Gente che prova a cantare se ne trova a vagonate poi ci sono colore che cantano ed è tra quelli che occorre eliminare, non fisicamente, quelli che bene non cantano quindi il numero si restringe assai ! I palcoscenici son sempre stati avari di grandi artisti e accade pure che il cantante di fama dai contratti faraonici, sia più cantante che artista. All’artista si chiede di unire in una sola persona caratteristiche di eccellenza di tale spessore e raffinatezza che viene naturale domandarsi “ma è possibile?” Si ! E’ possibile altrimenti come spiegare De Luca/Bruson, Galeffi/Giossi, Ruffo/Guelfi oppure De Angelis/Pasero, Pinza/Siepi, Pertile/Bergonzi, Tucker/Labò, Lauri Volpi/Corelli, Schipa/Kraus e …. la fila sarebbe assai lunga quindi c’è da scegliere ma, per ognuno dei succitati, quanti sono spariti nel dimenticatoio bruciando energie, denaro, aspettative, delusioni e frustrazioni covando magari rancori, imprecando la malasorte o immaginando complotti.
Ho conosciuto molti, negli ultimi 35 anni, che sono stati inghiottiti nella voragine delle aspettative deluse e in grande maggioranza, tra le cause alle quali attribuire la mancata carriera a livelli siderali naturalmente, individuano quale causa la sfortuna, l’invidia e per finire il complotto senza però specificare la provenienza dell’invidia e i fautori del presunto complotto. Se consideriamo caratteristiche fondamentali per formare un’artista l’intelligenza elargita da nostro Signore con prodigalità solo a pochissimi, unita a tenacia, perseveranza, umiltà, ottima cultura non solo musicale, si comprende facilmente quanto sopra affermato. L’umiltà non esclude assolutamente la consapevolezza dei proprio mezzi e valore.
Per trovare soggetti ai quali madre natura, o se preferite nostro Signore, ha messo qualcosa in gola e poco o nulla nell’attico, basta guardarsi intorno! Spesso come sento aprir bocca un giovane mi prende la malinconia e poi la rabbia perché mi rendo conto che è finito prima ancora di iniziare, senza esserne consapevole, fagocitato dagli appetiti sconsiderati delle agenzie il cui unico interesse è far cassetta. E’ difficile saper dire di no, almeno in Italia, ma è così che vengono dissipati patrimoni vocali sovente preziosi. Non è tutta colpa dei suddetti perché, occorre sottolineare che spesso, anche senza uno straccetto di carriera, spuntano come funghi dolo il temporale improvvisati Maestri di canto. E’ nota assai dolente quella dei Maestri di canto!! Una carriera prestigiosa alle spalle non è garanzia di qualità dell’insegnamento però occorre precisare che esistono sostanzialmente due categorie di insegnanti. Ci sono quelli che dicono quanto sanno ed è questa la categoria più numerosa, poi ci sono quelli che sanno quel che dicono e questi ultimi sono in verità pochissimi. A insidiare il lavoro di pochi non sono soltanto interessi che con l’arte nulla hanno da spartire ma la fretta di arrivare, pochi scrupoli e la cecità della presunzione sono condizionati.
Molti giovani che si accostano al teatro d’opera sono più mo meno convinti che il canto sia sostanzialmente un fatto di voce a è così che non si va da nessuna parte esclusa la cantata in pizzeria con gli amici ! Tante, troppe volte, mi sono sentito apostrofare “Ah, lei parla bene solo del tale o della tale” come fossi pagato per farlo mentre non è colpa mia se tanti cantano ma cantano male !!!!!!!!!!!! Negli ultimi vent’anni la degenerazione è dilagante : voci che stanno tra il Conte d’Almaviva e Nemorino che pretendono di cantare Cavalleria …. e lo fanno pure con richieste di bis!!!
Individui che a mala pena 30/40 anni fa avrebbero avuto accesso ad un coro d’amatori oggi cantano su assiti, non sempre secondari anche se, per fortuna, la loro presenza in carriera ha comunque una durata limitata a pochi anni però, nel frattempo, il pubblico si diseduca e inneggia all’atletismo vocale e alle gigionate allontanandosi sempre più dalla possibilità di maturare un corretto spirito critico!!! E’ grazie a questa diseducazione, probabilmente ricercata e voluta, che oggi ci s’accosta al teatro con lo spirito con il quale si entra allo stadio o si va alla corrida (quella del compianto presentatore Corrado) ! E’ così che capita di andare a teatro per Cavalleria, Pagliacci, Forza, Aida, Ballo, ecc … decisi poi a ritornarci solo se l’opera la rifanno partendo dal finale così muoiono subito e si esce in fretta!! Non mancano le belle voci ….. mancano le voci ben educate ! le voci maschili correttamente impostate sono mosche bianche mentre va un pò meglio con le voci femminili; oddio non si largheggia ma con soprani e mezzo soprani non si avverte la sindrome del Titanic !
Negli ultimi 3 o 4 anni le voci femminili che più mi hanno colpito son quelle di Sabina Willeit di Appiano (Bolzano) che ho ascoltato una sola volta perché le nostre strade non si sono più incrociate purtroppo, poi c’è la voce del Sp giapponese Rika Itanami e, infine, quella preziosa e rara della Ms. georgiana Tamta Tarieli. La Itanami è una forza della natura sposata ad un temperamento impressionante. La Tarieli racchiude in se ed esprime tante e tali qualità, in equilibrata fusione, da riuscire a sorprendermi e, talvolta, perfino a commuovermi. E’ proprio questo grande equilibrio d’ottime caratteristiche vocali ed interpretative che offre la cifra del l’eccellenza di questa giovane interprete assai meritevole d’attenzione. Per noti motivi otterrà più attenzione all’estero che in Italia perché a casa nostra non sempre essere bravi è determinante. I concorsi in Italia sono una cornocopia di sprprese e può capitare quel che troppo spesso accade. Avendo avuto modo d’ascoltare la Tarieli diverse volte ho potuto formarmi una opinione di più ampio respiro rispetto ad altri. Tarieli è persona tenace e di forte caratteristiche, costante nello studio in un percorso virtuoso che le consente, non da oggi, di dedicarsi ai personaggi che affronta in teatro senza pastoie di carattere tecnico così che ogni energia è diretta allo scavo psicologico ed espressivo. Questo Ms. lavora di bulino e cesello su un materiale vocale morbido, pastoso, duttile che le consente di esprimere compiutamente sia il dramma che la sottile passione amorosa. Il colore e il timbro sono maliosamente accattivanti e tutta la gamma della emissione è una successione di suoni elastica, densa, corposa e capace di un canto fiorito, agile e leggero così da spaziare da Rossini e Verdi fino al verismo. L’organo vocale della Tarieli è assoggettato con tanta e tale intelligenza e sapienza da consentirle una resa talmente duttile da non farle temere le insidie di un doppio repertorio!! Ho sentito diverse volte la Tarieli traendone sempre autentico piacere all’ascolto; a lei non manca lo charme del cantante sulla scena, la raffinatezza dell’artista e l’eleganza dell’attrice.
La dizione è precisa il fraseggio scultoreo e il dosaggio dei colori richiama non solo la sagacia dell’impostazione ma una canto consegnato sostanzialmente ad un tempo andato che solo pochissimi oggi sanno ricreare.
La tecnica della Tarieli è fuori discussione e per accertarsene basta ascoltarla: sale naturalmente agli acuti e lega mirabilmente a tutte le altezze del suono in un ampio ventaglio di gradazioni dinamiche. La dizione sposa il fraseggio con cura maniacale tantè che ogni inflessione di voce ed ogni colore è legato all’espressione al valore della parola cantata! E’ soltanto così facendo che la frase acquista il suo preciso significato musicale e vocale !!
La Tarieli passa dal trasalimento emotivo allo scatto passionale, all’ira travolgente, con veemenza e siffatto phatos e traboccante vibrazioni e dense corposità sonore tali da coinvolgere nelle emozioni più penetranti ogni ascoltatore. Tutto ciò le riesce in buona misura anche in CD! I riferimenti sono molteplici ma basta ricordare la sua Preziosilla insinuante, briosa, naturalissima e zampillante cascatelle di colori lucenti. Difficile individuare pecche nell’emissione ben controllata dalla Tarieli perché accenti ed incisività della scansione ben calibrati sono sinonimo di una esatta distribuzione dei fiati, senza scadimento della qualità del suono a garanzia di un immascheramento ad arte frutto della capacità di cantare sul fiato legando le note in un fraseggio liquidamente morbido, scorrevole e pastoso. Vorrei ascoltare questa giovane in Favorita ma è facile immaginare grazie ai suoni vellutati ed al controllo di arcate di fiato anche ampie ed estremamente impegnative. Recentemente la Tarieli ha accettato di trascorrere un pomeriggio presso un’emittente televisiva locale e credo sia venuta per compiacermi perché alla fine non si sarebbe visto neppure il becco di un quattrino. E’ un favore che ha fatto a me e alla emittente ; naturalmente ha cantato con la solita bravura diverse arie ed io ero così contento d’ascoltarla che la scaletta delle arie che avrebbe cantato iniziava con “Stride la vampa” finendo poi con Rossini. In condizioni d’assenza d’emotività da parte mia la scaletta l’avrei invertita iniziando con Rossini e finendo con Verdi per motivi che possono essere ben chiari a chiunque si interessa un poco di canto. E’ bene la Tarieli non batté ciglio e cantò da par suo tutte le arie previste. Io mi accorsi di quello che per altri sarebbe stato certamente un problema solo all’attacco delle prime note dell’aria d’Azucena. Ne ridemmo a cosa fatte. Ho voluto narrare questo breve ma significativo episodio perché aiuta a comprendere il “personaggio” Tarieli: altri avrebbero fatto il diavolo a quattro mentre lei ha “ semplicemente” cantato con la maestria dell’artista perché Tamta Tarieli è un’Artista!

ATTILA



Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

 
Lascia un messaggio
.
 
.

- Copyright © 2004-2011 by Nausica Opera International - Codice Fiscale - 92141750346 - Creative Hosting by NausicaStudio - All Rights Reserved - Privacy Policy - Disclaimer -