| Uno
su mille ce la fa!
Parafrasando
il titolo di una canzone, in voga una manciata di
anni fa, desidero
sottolineare quanto l’affermazione sia applicabile
a tutti colore che tentano di percorrere il cammino
che conduce alle tavole sul palcoscenico del teatro
d’opera.
Personalmente considero il suddetto titolo una espressione
di ottimismo. Naturalmente escludo colore che, grazie
a bella voce o anche ad altro, riescono in qualche
modo a bivaccare su nobili tavolati, senza per questo
onorare il belcanto, per un numero sempre e comunque
eccessivo d’anni poi …. poi ci sono gli
artisti! Non ho usato il termine cantante ma artista
perché i cantanti sono in numero assai più elevato
degli artisti. Gente che prova a cantare se ne trova
a vagonate poi ci sono colore che cantano ed è tra
quelli che occorre eliminare, non fisicamente, quelli
che bene non cantano quindi il numero si restringe
assai ! I palcoscenici son sempre stati avari di
grandi artisti e accade pure che il cantante di fama
dai contratti faraonici, sia più cantante
che artista. All’artista si chiede di unire
in una sola persona caratteristiche di eccellenza
di tale spessore e raffinatezza che viene naturale
domandarsi “ma è possibile?” Si
! E’ possibile altrimenti come spiegare De
Luca/Bruson, Galeffi/Giossi, Ruffo/Guelfi oppure
De Angelis/Pasero, Pinza/Siepi, Pertile/Bergonzi,
Tucker/Labò, Lauri Volpi/Corelli, Schipa/Kraus
e …. la fila sarebbe assai lunga quindi c’è da
scegliere ma, per ognuno dei succitati, quanti sono
spariti nel dimenticatoio bruciando energie, denaro,
aspettative, delusioni e frustrazioni covando magari
rancori, imprecando la malasorte o immaginando complotti.
Ho conosciuto molti, negli ultimi 35 anni, che sono
stati inghiottiti nella voragine delle aspettative
deluse e in grande maggioranza, tra le cause alle
quali attribuire la mancata carriera a livelli siderali
naturalmente, individuano quale causa la sfortuna,
l’invidia e per finire il complotto senza però specificare
la provenienza dell’invidia e i fautori del
presunto complotto. Se consideriamo caratteristiche
fondamentali per formare un’artista l’intelligenza
elargita da nostro Signore con prodigalità solo
a pochissimi, unita a tenacia, perseveranza, umiltà,
ottima cultura non solo musicale, si comprende facilmente
quanto sopra affermato. L’umiltà non
esclude assolutamente la consapevolezza dei proprio
mezzi e valore.
Per trovare soggetti ai quali madre
natura, o se preferite nostro Signore, ha messo qualcosa
in gola e poco o nulla nell’attico, basta guardarsi
intorno! Spesso come sento aprir bocca un giovane
mi prende la malinconia e poi la rabbia perché mi
rendo conto che è finito prima ancora di iniziare,
senza esserne consapevole, fagocitato dagli appetiti
sconsiderati delle agenzie il cui unico interesse è far
cassetta. E’ difficile saper dire di no, almeno
in Italia, ma è così che vengono dissipati
patrimoni vocali sovente preziosi. Non è tutta
colpa dei suddetti perché, occorre sottolineare
che spesso, anche senza uno straccetto di carriera,
spuntano come funghi dolo il temporale improvvisati
Maestri di canto. E’ nota assai dolente quella
dei Maestri di canto!! Una carriera prestigiosa alle
spalle non è garanzia di qualità dell’insegnamento
però occorre precisare che esistono sostanzialmente
due categorie di insegnanti. Ci sono quelli che dicono
quanto sanno ed è questa la categoria più numerosa,
poi ci sono quelli che sanno quel che dicono e questi
ultimi sono in verità pochissimi. A insidiare
il lavoro di pochi non sono soltanto interessi che
con l’arte nulla hanno da spartire ma la fretta
di arrivare, pochi scrupoli e la cecità della
presunzione sono condizionati.
Molti giovani che si accostano al teatro d’opera
sono più mo meno convinti che il canto sia
sostanzialmente un fatto di voce a è così che
non si va da nessuna parte esclusa la cantata in
pizzeria con gli amici ! Tante, troppe volte, mi
sono sentito apostrofare “Ah, lei parla bene
solo del tale o della tale” come fossi pagato
per farlo mentre non è colpa mia se tanti
cantano ma cantano male !!!!!!!!!!!! Negli ultimi
vent’anni la degenerazione è dilagante
: voci che stanno tra il Conte d’Almaviva e
Nemorino che pretendono di cantare Cavalleria ….
e lo fanno pure con richieste di bis!!!
Individui
che a mala pena 30/40 anni fa avrebbero avuto accesso
ad un coro d’amatori oggi cantano su assiti,
non sempre secondari anche se, per fortuna, la loro
presenza in carriera ha comunque una durata limitata
a pochi anni però, nel frattempo, il pubblico
si diseduca e inneggia all’atletismo vocale
e alle gigionate allontanandosi sempre più dalla
possibilità di maturare un corretto spirito
critico!!! E’ grazie a questa diseducazione,
probabilmente ricercata e voluta, che oggi ci s’accosta
al teatro con lo spirito con il quale si entra allo
stadio o si va alla corrida (quella del compianto
presentatore Corrado) ! E’ così che
capita di andare a teatro per Cavalleria, Pagliacci,
Forza, Aida, Ballo, ecc … decisi poi a ritornarci
solo se l’opera la rifanno partendo dal finale
così muoiono subito e si esce in fretta!!
Non mancano le belle voci ….. mancano le voci
ben educate ! le voci maschili correttamente impostate
sono mosche bianche mentre va un pò meglio
con le voci femminili; oddio non si largheggia ma
con soprani e mezzo soprani non si avverte la sindrome
del Titanic !
Negli ultimi 3 o 4 anni le voci femminili
che più mi hanno colpito son quelle di Sabina
Willeit di Appiano (Bolzano) che ho ascoltato
una sola volta perché le nostre strade non
si sono più incrociate purtroppo, poi c’è la
voce del Sp giapponese Rika Itanami e,
infine, quella preziosa e rara della Ms. georgiana
Tamta Tarieli. La Itanami è una
forza della natura sposata ad un temperamento impressionante.
La Tarieli racchiude in se ed esprime
tante e tali qualità, in equilibrata fusione,
da riuscire a sorprendermi e, talvolta, perfino a
commuovermi.
E’ proprio questo grande equilibrio d’ottime
caratteristiche vocali ed interpretative che offre
la cifra del l’eccellenza di questa giovane
interprete assai meritevole d’attenzione. Per
noti motivi otterrà più attenzione
all’estero che in Italia perché a casa
nostra non sempre essere bravi è determinante.
I concorsi in Italia sono una cornocopia di sprprese
e può capitare quel che troppo spesso accade.
Avendo avuto modo d’ascoltare la Tarieli diverse
volte ho potuto formarmi una opinione di più ampio
respiro rispetto ad altri. Tarieli è persona
tenace e di forte caratteristiche, costante nello
studio in un percorso virtuoso che le consente, non
da oggi, di dedicarsi ai personaggi che affronta
in teatro senza pastoie di carattere tecnico così che
ogni energia è diretta allo scavo psicologico
ed espressivo. Questo Ms. lavora di bulino e cesello
su un materiale vocale morbido, pastoso, duttile
che le consente di esprimere compiutamente sia il
dramma che la sottile passione amorosa. Il colore
e il timbro sono maliosamente accattivanti e tutta
la gamma della emissione è una successione
di suoni elastica, densa, corposa e capace di un
canto fiorito, agile e leggero così da spaziare
da Rossini e Verdi fino al verismo. L’organo
vocale della Tarieli è assoggettato
con tanta e tale intelligenza e sapienza da consentirle
una
resa talmente duttile da non farle temere le insidie
di un doppio repertorio!! Ho sentito diverse volte
la Tarieli traendone sempre autentico
piacere all’ascolto;
a lei non manca lo charme del cantante sulla scena,
la raffinatezza dell’artista e l’eleganza
dell’attrice.
La dizione è precisa il
fraseggio scultoreo e il dosaggio dei colori richiama
non solo la sagacia dell’impostazione ma una
canto consegnato sostanzialmente ad un tempo andato
che solo pochissimi oggi sanno ricreare.
La tecnica
della Tarieli è fuori discussione e per accertarsene
basta ascoltarla: sale naturalmente agli acuti e
lega mirabilmente a tutte le altezze del suono in
un ampio ventaglio di gradazioni dinamiche. La dizione
sposa il fraseggio con cura maniacale tantè che
ogni inflessione di voce ed ogni colore è legato
all’espressione al valore della parola cantata!
E’ soltanto così facendo che la frase
acquista il suo preciso significato musicale e vocale
!!
La Tarieli passa dal trasalimento emotivo allo
scatto passionale, all’ira travolgente, con
veemenza e siffatto phatos e traboccante vibrazioni
e dense corposità sonore tali da coinvolgere
nelle emozioni più penetranti ogni ascoltatore.
Tutto ciò le riesce in buona misura anche
in CD! I riferimenti sono molteplici ma basta ricordare
la sua Preziosilla insinuante, briosa, naturalissima
e zampillante cascatelle di colori lucenti. Difficile
individuare pecche nell’emissione ben controllata
dalla Tarieli perché accenti ed incisività della
scansione ben calibrati sono sinonimo di una esatta
distribuzione dei fiati, senza scadimento della qualità del
suono a garanzia di un immascheramento ad arte frutto
della capacità di cantare sul fiato legando
le note in un fraseggio liquidamente morbido, scorrevole
e pastoso. Vorrei ascoltare questa giovane in Favorita
ma è facile immaginare grazie ai suoni vellutati
ed al controllo di arcate di fiato anche ampie ed
estremamente impegnative. Recentemente la Tarieli ha accettato di trascorrere un pomeriggio presso
un’emittente televisiva locale e credo sia
venuta per compiacermi perché alla fine non
si sarebbe visto neppure il becco di un quattrino.
E’ un favore che ha fatto a me e alla emittente
; naturalmente ha cantato con la solita bravura diverse
arie ed io ero così contento d’ascoltarla
che la scaletta delle arie che avrebbe cantato iniziava
con “Stride la vampa” finendo poi con
Rossini. In condizioni d’assenza d’emotività da
parte mia la scaletta l’avrei invertita iniziando
con Rossini e finendo con Verdi per motivi che possono
essere ben chiari a chiunque si interessa un poco
di canto. E’ bene la Tarieli non batté ciglio
e cantò da par suo tutte le arie previste.
Io mi accorsi di quello che per altri sarebbe stato
certamente un problema solo all’attacco delle
prime note dell’aria d’Azucena. Ne ridemmo
a cosa fatte. Ho voluto narrare questo breve ma significativo
episodio perché aiuta a comprendere il “personaggio” Tarieli:
altri avrebbero fatto il diavolo a quattro mentre
lei ha “ semplicemente” cantato con la
maestria dell’artista perché Tamta
Tarieli è un’Artista!
ATTILA |