NAUSICA WEB Vers.2.0 A.S. MMVIII
   
     
  V.It V.Jap V.Fra V.Spa V.Uk V.De  
     
Home : Nausica Opera : Mission : Artisti : Sedi Contatti : Stampa : Recensioni & Articoli : Guestbook Nausica : Riservata ai Soci : Motore Ricerca
 
 
Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

NEWS








ARTISTI 


WEBZINE

Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

Interviste Articoli e Recensioni 2011

Guestbook Nausica  
  27 Marzo 2011
di Attila

CONCERTO LIRICO A RIO SALICETO

In un mio precedente articolo ho scritto che troppo spesso e da lunghi anni i concerti e le opere rappresentate nei teatri della provincia emiliana e romagnola si rivelano essere più spedizioni punitive che fonte di godimento per l’appassionato che non s’accontenta della solita romanza eseguita più da circense che da interprete lirico: ebbene ieri sera a Rio Saliceto, quanto sopra detto, non è accaduto.
Cantavano il mezzosoprano Erika Fonzar, il tenore Vincenzo Bello, il baritono Giuseppe Altomare ed il soprano Giovanna Casolla. Bello è oggi un cordiale e gentile “giovanotto” d’altri tempi generosissimo vocalmente ed innamorato del canto esattamente come quando l’ascoltai per la prima volta a Reggio in Trovatore, al municipale, insieme ad un altro esordiente nel ruolo del Conte di Luna, il baritono Giorgio Zancanaro ed una strepitosa Bianca Berini nelle vesti d’Azucena.
Credo fosse la stagione 1976/1977 e se noi appassionati ci ricordiamo vivamente la serata fu perché colsero nel segno.
Oggi Vincenzo Bello esula dal giudizio critico perché lo si ascolta con rispetto e profondo, riconoscente affetto. Avevo già ascoltato, in recente passato, il mezzo soprano Erika Fonzar e risentirla ha rappresentato una positiva conferma. Gradita la sorpresa, per me che lo ascoltavo per la prima volta, costituita dalla linea espressiva del canto del baritono Giuseppe Altomare.
Significativo il fraseggio, scandita la dizione in maniera adeguata alla frase ed alla parola cantata, efficace la ricerca accurata dell’espressione ed ottime le intenzioni realizzative in larga misura mandate ad effetto.
La voce non è torrenziale: si connota per una densità e corposità collocabile all’interno del repertorio lirico.
Ho particolarmente apprezzato l’interpretazione di “Ah per sempre io ti perdei” e pure l’aria dallo Chenier affrontata con intelligenza in concerto anche se la voce non possiede naturalmente lo spessore verista. In teatro questo baritono s’avvale pure d’una ragguardevole presenza scenica aiutato da una aspetto fisico che mi ha rammentato quello del tenore Giorgio Merighi negli anni settanta e ottanta.
Devo dire che il Merighi di oggi, classe 1935, pare ancora un giovanotto. Quando un baritono lega, sfuma, cerca e trova in larga misura corretti accenti e scolpisce, pure in concerto, il personaggio, nel breve volgere d’una romanza, non si può chiedere altro se non il rimanere con attenzione in repertorio onde evitare rischi inutili.
Che dire della Casolla? Questo generosissimo soprano ha alle spalle una lunga e onerosa carriera e ascoltare il suo canto dipanarsi in tessiture ardite ed espressivamente assai impegnative riempie di gioia l’appassionato e fa sorgere il dubbio che abbia stretto un patto con qualcuno che non oso nominare: i preti assicurano che c’è! Scherzi a parte Giovanna Casolla rappresenta una solidissima certezza del teatro d’opera internazionale ed è una portatrice d’arte insostituibile.
A chiusura del concerto la Casolla ha voluto offrire al pubblico una rara perla della sua arte interpretando “senza mamma” da Suor Angelica, opera che in teatro non ha fino ad ora mai interpretato. Si tratta d’un brano estremamente complesso sotto il profilo interpretativo per tessitura e accenti d’espressione. È un’aria che racchiude tanta dolcezza, struggimento, dolore e pianto dell’anima, mezze tinte realizzabili solo attraverso un perfetto controllo della mezza voce, del piano e del pianissimo ed è proprio qui che la Casolla sfida le leggi naturali del tempo trascorso e d’una carriera lunga vissuta fino ad oggi non certamente all’ombra del risparmio. È necessario essere grandi artisti per potersi permettere quello che la Casolla oggi realizza con il suo canto.
Per cantare Suor Angelica occorrono caratteristiche difficili da trovare in una sola persona: dominio raffinato delle mezze voci e dei filati da soprano lirico in felice connubio con una voce bella e generosa e fin qui ci siamo ma è necessario anche un temperamento drammatico ed una sensibilità d’attrice tragica e con la Casolla andiamo a nozze! Il timbro della Casolla non è propriamente angelicato ma la ricerca dei colori è suggestivamente realizzata.
La Casolla in quest’accorata e struggente aria pucciniana riesce ad essere a suo agio nei cambiamenti di registro con un canto sobrio e raffinato al tempo stesso che trova una felice soluzione nel finale smorzando il la naturale che chiude questo brano d’infinta bellezza e purezza.
L’altra sera, cantando “senza mamma”, la signora Casolla è riuscita a commuovermi e questo non accadeva da tantissimo tempo.



Andrea Cheniér Nausica Opera 2010

 
Lascia un messaggio
.
 
.

- Copyright © 2004-2010 by Nausica Opera International - Codice Fiscale - 92141750346 - Creative Hosting by NausicaStudio - All Rights Reserved - Privacy Policy - Disclaimer -