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  29 Ottobre 2011
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CONCERTO LIRICO A CASALGRANDE 29 OTTOBRE 2011

Quando la direzione artistica d'un teatro è affidata a persona competente e libera d'agire avendo come unico condizionamento la disponibilità economica si possono avere gradite sorprese.
Nel caso del Teatro De Andrè di Casalgrande possiamo parlare di isola felice perché la direzione s'avvale della competenza del Dott. Ugo Bedeschi e della di lui consorte Sig.ra Mariella Simonazzi in una sintesi di energia e passione che emerge luminosamente nell'impegno profuso nel compito loro affidato.
Non conosco il bilancio del teatro quindi sono all'oscuro dei finanziamenti che sponsor e comune mettono a disposizione per l'attività del De Andrè ma sono certo che si tratta di un impegno assai modesto se paragonato alla disponibilità di altri teatri della provincia i della regione.
Senza andare lontano basta ricordare un blasonato teatro che ha recentemente allestito un'opera della trilogia in forma di concerto nella nostra Emilia. Il Dott. Bedeschi dimostra che la buona qualità di uno spettacolo non dipende completamente dalla disponibilità economica.
Il concerto dedicato ai cori verdiani del 29 ottobre ha largamente meritato l'affluenza del pubblico che gremiva il teatro manifestando il pieno apprezzamento con applausi scroscianti e richieste di bis.
Il Coro dell'Opera di Parma è da sempre una solida garanzia di elevata qualità interpretativa; basta ricordare che alla direzione del prestigioso complesso vocale all'Illustre Maestro Tanzi è succeduto un raffinato artista qual è il Maestro Martino Faggiani.
Nella serata a Casalgrande il Coro era affidato all'esperienza del Direttore Emiliano Esposito che ha esaltato la virtualità delle pagine verdiane interpretate.
Il coro ha esordito con "Gli arredi festivi" dal Nabucco e dalla stessa opera ha eseguito successivamente "Va pensiero" probabilmente il Coro verdiano più conosciuto in ogni angolo del pianeta.
Dai Lombardi è stato poi eseguito "O signore del letto natio"che ha magistralmente ricreato l'atmosfera mistica che Verdi ricostruisce nei Lombardi dopo il monumentale "Va pensiero" del Nabucco.
Se spesso il coro svolge, qual funzione precipua, il compito di costruire la cornice della vicenda dell'Opera talvolta s'eleva a protagonista ed il Coro del Teatro Regio di Parma dimostra d'essere l'interprete aggiunto ai solisti. Nella serata a Casalgrande erano i solisti a far da cornice trattandosi di concerto dedicato alle pagine corali più note del bussetano.
Credo di non sbagliare dicendo che il pubblico attendeva particolarmente l'esecuzione de "La vergine degli angeli" dalla Forza del Destino. Trattasi di pagina notissima: espressione di grande nobiltà interpretativa che richiede un grande Coro ma anche grandi solisti e qui purtroppo s'è evidenziata l'impietosa discrasia tra coro e solista.
Nessuno s'aspettava la reincarnazione della Tebaldi, solare ed eterea, capace d'esaltare al massimo lo straordinario potere catartico di uno dei momenti più intensi del melodramma ottocentesco però la buona volontà del Sop. Kuraoka non è bastata a rendere il valore della pagina ad essa intrinseco e che pertanto resta tale trovando espressione solamente nelle intenzioni dell'interprete.
Stesse considerazioni valgono per il Tn. Cortellazzi che s'è prodigato nell'interpretare "Parmi veder lacrime" affrontando recitativo aria e cabaletta. Anche nel caso del tenore nessuno pensava di rivivere le atmosfere schipiane o l'eleganza indimenticabile di Kraus (fenomenale il suo "Duca di Mantova" al municipale nel 1986) oppure ancora la siderale grazia, quasi leziosa, di Dino Borgioli ma per il Tn Cortellazzi non è andato oltre le intenzioni.
Un discorso particolare va affrontato parlando del Maestro al pianoforte Claudio Cirelli. Il maestro Cirelli è artista ben noto nell'ambiente ma sentirlo allo strumento, accompagnare magistralmente, rinnova una gioia ed un piacere autentici e raramente ripetibile se non seguendolo nei suoi impegni artistici. Il pianoforte è uno degli strumenti più semplici per chiunque voglia imparare a strimpellare ma se si tratta d'interpretare facendo dello strumento un'orchestra allora la selezione diventa feroce ed il Maestro Cirelli emerge autorevolmente collocandosi al vertice della piramide formata da una èlite sempre più rarefatta.
Inutile sottolineare il successo della serata del De Andrè che ripartirà a Primavera con la consueta attività mettendo in scena "Il barbiere di Siviglia" che è opera di grande complessità strumentale e vocale.

ATTILA



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