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Concerto Per il Giappone Nausica 2011.

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Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

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Guestbook Nausica  
  Domenica 04 Novembre 2011
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Concerto a Bagnara di Romagna

Bagnara di Romagna accoglie il visitatore con la vista della splendida rocca che s'erge nel centro del paese. L'aria che si respira è quella delle piccole comunità d'una volta: cordialità è accoglienza! il parroco, cultore dell' arte Mascagnana possiede un suo personale museo di ricordi e reperti del grande compositore. L'influenza ha provocato l'assenza del mezzosoprano largamente compensata dall'impegno prodigato dagli artisti presenti. Il tenore Diego Cavazzin, il soprano Monica Delli Carri ed il baritono Marzio Giossi.

Complessivamente quanto s'è ascoltato ha ampiamente giustificato la" trasferta" visto che io arrivavo da Reggio Emilia, e che la nebbia ha reso non poco problematico il ritorno. Indiscutibile il successo decretato dal pubblico all'iniziativa artistica che, come sempre, s'è avvalsa dell'infaticabile impegno dell'inossidabile Margherita, e di tutti i volontari che hanno contribuito a placare lo stomaco dei numerosi presenti alla cena seguita al concerto. Un plauso particolare alle cuoche perché quel che si mangia a Bagnara può essere infilato in bocca ad occhi chiusi in assoluta tranquillità perche la sorpresa sarà sempre e comunque assai gradevole. Altrettanto gradevole quanto abbiamo ascoltato ed apprezzato dagli artisti, che si sono succeduti sul palcoscenico. Il tenore varesino Diego Cavazzin colpisce per la voce assai dotata naturalmente e per gusto interpretativo. Timbro e colore non sono tra i più accattivanti, ma restano sempre gradevoli all'ascolto. Lo spessore della voce di questo interessante artista colloca il Cavazzin nel repertorio
squisitamente lirico al quale credo lui pure ritenga appartenere. E' chiaro che in concerto si possono concedere deroghe ed è possibile "sforare" un poco dal repertorio più congeniale, senza per questo correre rischi inoltre, sovente, la generosità vocale dell' interprete trova soddisfazione e compimento anche andando un tantino "sopra le righe", ma ben vengano questi momenti che offrono soddisfazioni agli spettatori e all'artista stesso. La voce del Cavazzin dal centro a salire rivela un accenno di vibrato stretto che penso appartenga alla natura stessa della voce di questo giovane e gradevole cantante.
La voce va "in coppia massima" dal centro in sù mentre il registro grave perde un poco spessore e nitore se confrontato con il centro e la zona acuta. Ascoltando il grave e confrontandolo con gli altri registri si ha l'impressione d'una non adeguata posizione di tensione delle corde. Bella voce ed ottimo mestiere ha espresso il Sp Monica Delli Carri. La voce della Delli Carri è assai gradevole all'ascolto facendo sfoggio di bel timbro ed altrettanto bel colore. Anche se il pubblico ha apprezzato tanto l'interpretazione che il soprano ha offerto di "in questa reggia", credo di poter richiamare quanto sopra ricordando che" sforare" dal repertorio in concerto rappresenta una licenza accettabile purché limitata a sporadiche occasioni. Percettibile è la disuguaglianza che distingue il grave dal centro e dal registro acuto; le note inferiori accusano una certa esiguità di rotondità e spessore forse risultanti da una contiguità, un poco abusata, con un repertorio probabilmente spinto rispetto a quello che sarebbe più congeniale alla bella voce della Delli Carri. E' un' ipotesi che avanzo perché domenica scorsa è stata la prima volta che ho avuto occasione d'ascoltare questo gradevole soprano lirico.
Un'attenzione particolare va prestata al Maestro al pianoforte, il patavino Enrico Zucca, che ha mirabilmente accompagnato i canti nel corso del concerto. Il maestro Zucca ha dato un breve, ma significativo, saggio delle sue doti d'interprete, in vero pregevole, offrendo un notturno di Astor Piazzolla, di delicata e al tempo stesso vibrante struttura, che il pubblico ha particolarmente apprezzato con manifesto entusiasmo. Colonna portante del concerto è stato, com'era prevedibile, il Br Marzio Giossi. Seguo il percorso artistico di questo raffinato cantante lirico da una dozzina d'anni e di lui mi colpisce sempre più l'elevato livello che esprimono le sue interpretazione di pari passo, la continuità di rendimento che testimonia la solidità d'una tecnica vocale pregevole acquisita e tale da consentirgli di lavorare di cesello sull'espressione. E' quello di Giossi un canto senza tempo nel senso che per ritrovare una simile classe occorre arretrare
d'alcune generazioni. Eclissata la stella d'un grande qual è stato Bruson resta oggi Guissi a proporre uno stile che ricalca quello dei grandi interpreti del passato da Ancona. Scotti, Amato, De Luca e Galeffi. Non mi dilungherò sui brani eseguiti domenica ma a significare la cifra espressiva e l'alto magistero canoro espresso da Giossi basta osservare la facilità con la quale passa dal verismo al belcantismo di primo ottocento pur possedendo una natura vocale squisitamente lirica. E'questa una capacità d'affabulazione e incantamento che riesce soltanto a pochi eletti. Ricorderò ora soltanto un'aria tra le tante eseguite da Giossi: "La lampada vitale" dai Masniaderi. Già il recitativo inchioda l'ascoltatore, elevandone al massimo la soglia d'attenzione, con una micrometrica precisione nella calibrata scelta dei colori e degli accenti d'espressione nel rispetto dei "piano" e "pianissimo" scritti dall'autore per abbandonarsi poi liricamente alla fluida morbidezza del canto con nobiltà ed eloquenza. Giossi sfuma, alleggerisce, colora e lega mirabilmente; il gioco delle legature è impressionante per l'apparente facilità e tutto il canto fluisce senza soluzione di continuità, senza che si percepiscano le note del passaggio. Il
controllo dei fiati è tale da rendere difficilmente percettibili le prese di fiato là dove la continuità del suono trionfa in un caleidoscopio di colori ed espressività Il fraseggio sa essere nobile, austero od accorato e tutto è un tripudio di belcanto.

Il baritono Marzio Giossi è bergamasco d'origine ma bolognese di adozione ed ha dell'incredibile che la benemerita casa editrice bolognese Bongiovanni non gli abbia ancora dedicato un DC! Se non unico, oggi, il baritono Giossi è certamente un rarissimo esempio per la finezza del gusto, per l'intensità dell'espressione, per l'efficacia della tensione drammatica, quando richiesta, nel suo canto e per l'intelligenza interpretativa. Per come Marzio Giossi esprime con il canto le sue passioni, per come sa tornire con eleganza le frasi melodiche, per come vince anche le più ardue difficoltà del vocalizzo questo baritono è oggi uno dei cantanti più raffinati e più efficaci del nostro tempo e almeno degli ultimi vent'anni. La serata ha trovato adeguata conclusione in una coinvolgente agapè.

ATTILA



Nipponsai 2011 Tizzano Val Parma

 
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