| Concerto
a Bagnara di Romagna
Bagnara
di Romagna accoglie il visitatore con la vista della
splendida
rocca che s'erge nel centro del paese. L'aria che
si respira è quella delle
piccole comunità d'una volta: cordialità è accoglienza!
il parroco, cultore
dell' arte Mascagnana possiede un suo personale museo
di ricordi e reperti del
grande compositore. L'influenza ha provocato l'assenza
del mezzosoprano largamente compensata dall'impegno
prodigato dagli artisti presenti. Il tenore
Diego Cavazzin, il soprano Monica
Delli Carri ed
il baritono Marzio Giossi.
Complessivamente quanto s'è ascoltato ha ampiamente
giustificato la"
trasferta" visto che io arrivavo da Reggio Emilia,
e che la nebbia ha reso non
poco problematico il ritorno. Indiscutibile il successo
decretato dal pubblico
all'iniziativa artistica che, come sempre, s'è avvalsa
dell'infaticabile impegno
dell'inossidabile Margherita, e di tutti i volontari
che hanno contribuito a
placare lo stomaco dei numerosi presenti alla cena
seguita al concerto. Un
plauso particolare alle cuoche perché quel
che si mangia a Bagnara può essere infilato in bocca ad occhi chiusi in assoluta
tranquillità perche la
sorpresa sarà sempre e comunque assai gradevole.
Altrettanto gradevole
quanto abbiamo ascoltato ed apprezzato dagli artisti,
che si sono succeduti sul
palcoscenico. Il tenore varesino Diego Cavazzin colpisce
per la voce assai
dotata naturalmente e per gusto interpretativo. Timbro
e colore non sono tra i
più accattivanti, ma restano sempre gradevoli
all'ascolto. Lo spessore della
voce di questo interessante artista colloca il Cavazzin
nel repertorio
squisitamente lirico al quale credo lui pure ritenga
appartenere. E' chiaro che in
concerto si possono concedere deroghe ed è possibile "sforare" un
poco dal
repertorio più congeniale, senza per questo
correre rischi inoltre, sovente, la
generosità vocale dell' interprete trova soddisfazione
e compimento anche
andando un tantino "sopra le righe", ma
ben vengano questi momenti che
offrono soddisfazioni agli spettatori e all'artista
stesso. La voce del Cavazzin
dal centro a salire rivela un accenno di vibrato
stretto che penso appartenga
alla natura stessa della voce di questo giovane e
gradevole cantante.
La voce
va "in coppia massima" dal centro in sù mentre
il registro grave perde un poco
spessore e nitore se confrontato con il centro e
la zona acuta. Ascoltando il
grave e confrontandolo con gli altri registri si
ha l'impressione d'una non
adeguata posizione di tensione delle corde. Bella
voce ed ottimo mestiere ha
espresso il Sp Monica Delli Carri. La voce della
Delli Carri è assai gradevole
all'ascolto facendo sfoggio di bel timbro ed altrettanto
bel colore. Anche se il
pubblico ha apprezzato tanto l'interpretazione che
il soprano ha offerto di "in
questa reggia", credo di poter richiamare quanto
sopra ricordando che"
sforare" dal repertorio in concerto rappresenta
una licenza accettabile purché limitata a sporadiche occasioni. Percettibile è la
disuguaglianza che distingue il
grave dal centro e dal registro acuto; le note inferiori
accusano una certa
esiguità di rotondità e spessore forse
risultanti da una contiguità, un poco
abusata, con un repertorio probabilmente spinto rispetto
a quello che sarebbe più congeniale alla bella
voce della Delli Carri. E' un' ipotesi che avanzo
perché domenica scorsa è stata
la prima volta che ho avuto occasione d'ascoltare
questo gradevole soprano lirico.
Un'attenzione particolare
va prestata al
Maestro al pianoforte, il patavino Enrico Zucca,
che ha mirabilmente
accompagnato i canti nel corso del concerto. Il maestro
Zucca ha dato un
breve, ma significativo, saggio delle sue doti d'interprete,
in vero pregevole,
offrendo un notturno di Astor Piazzolla, di delicata
e al tempo stesso vibrante
struttura, che il pubblico ha particolarmente apprezzato
con manifesto
entusiasmo. Colonna portante del concerto è stato,
com'era prevedibile, il Br
Marzio Giossi. Seguo il percorso artistico di questo
raffinato cantante lirico da
una dozzina d'anni e di lui mi colpisce sempre più l'elevato
livello che
esprimono le sue interpretazione di pari passo, la
continuità di
rendimento che
testimonia la solidità d'una tecnica vocale
pregevole acquisita e tale da
consentirgli di lavorare di cesello sull'espressione.
E' quello di Giossi un canto
senza tempo nel senso che per ritrovare una simile
classe occorre arretrare
d'alcune generazioni. Eclissata la stella d'un grande
qual è stato Bruson resta
oggi Guissi a proporre uno stile che ricalca quello
dei grandi interpreti del
passato da Ancona. Scotti, Amato, De Luca e Galeffi.
Non mi dilungherò sui
brani eseguiti domenica ma a significare la cifra
espressiva e l'alto magistero
canoro espresso da Giossi basta osservare la facilità con
la quale passa dal
verismo al belcantismo di primo ottocento pur possedendo
una natura vocale
squisitamente lirica. E'questa una capacità d'affabulazione
e incantamento che
riesce soltanto a pochi eletti. Ricorderò ora
soltanto un'aria tra le tante
eseguite da Giossi: "La lampada vitale" dai
Masniaderi. Già il recitativo inchioda
l'ascoltatore, elevandone al massimo la soglia d'attenzione,
con una
micrometrica precisione nella calibrata scelta dei
colori e degli accenti
d'espressione nel rispetto dei "piano" e "pianissimo" scritti
dall'autore per
abbandonarsi poi liricamente alla fluida morbidezza
del canto con nobiltà ed
eloquenza. Giossi sfuma, alleggerisce, colora e lega
mirabilmente; il gioco delle
legature è impressionante per l'apparente facilità e
tutto il canto fluisce senza
soluzione di continuità, senza che si percepiscano
le note del passaggio. Il
controllo dei fiati è tale da rendere difficilmente
percettibili le prese di fiato là dove la continuità del suono trionfa in un
caleidoscopio di colori ed espressività Il fraseggio sa essere nobile, austero od accorato
e tutto è un tripudio di
belcanto.
Il baritono Marzio Giossi è bergamasco
d'origine ma bolognese di
adozione ed ha dell'incredibile che la benemerita
casa editrice bolognese
Bongiovanni non gli abbia ancora dedicato un DC!
Se non unico, oggi, il
baritono Giossi è certamente un rarissimo
esempio per la finezza del gusto, per
l'intensità dell'espressione, per l'efficacia
della tensione drammatica, quando
richiesta, nel suo canto e per l'intelligenza interpretativa.
Per come Marzio
Giossi esprime con il canto le sue passioni, per
come sa tornire con eleganza le
frasi melodiche, per come vince anche le più ardue
difficoltà del vocalizzo
questo baritono è oggi uno dei cantanti più raffinati
e più efficaci del nostro
tempo e almeno degli ultimi vent'anni. La serata
ha trovato adeguata
conclusione in una coinvolgente agapè.
ATTILA |