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Guestbook Nausica  
 
L'Elisir D'Amore a Varano De'Melegari -PR -- 26 Luglio 2008

Ieri sera e' stato rappresentato Elisir D'Amore nel cortile del castello Pallavicino di Varano de Melegari; all'iniziativa, piu' che lodevole, ha corrosposto una presenza di pubblico che ha gremito il cortile della rocca. Allestire Elisir non e' cosa di poco conto e del risultato, complessivamente buono, può essere soddisfatto il Nausica Opera International che lo ha curato. Fortunatamente la regia della giovanissima e volonterosa Nicole Orefice s'e' dipanata nel rispetto d'una consolidata tradizione con garbo e misura. Non ho assistito a stravaganze e i cantanti hanno avuto modo di muoversi agevolmente con ampi margini d'autonomia liberi da costrizioni che talvolta fanno capire quanto i registi poco conoscono il ruolo e i problemi legati al canto. per spiegarvi citero' a memoria per quel che concerne la data, una Butterfly a Spoleto del 1985/86 dove il tenore Christian Johansson canto' tutto il duetto del primo atto in posizione sdraiata!!!! Provateci e capirete subito come puo' lavorare bene il diaframma in quella postura!

I costumi di questo Elisir erano belli e adeguati. Il coro del Regio si e' segnalato quale pietra d'angolo di questa interessante rappresentazione dell'opera donizettiana. La disposizione del pianoforte, posto sul lato sinistro del palcoscenico, non ha giovato all'economia complessiva dell'opera perche' chi sulla scena gli era accanto si trovava facilitato mentre chi stava dalla parte opposta talvolta era in difficolta'.

Fortunatamenta al pianoforte c'era il Maestro Fabrizio Cassi che rappresenta una solidissima realta' professionale che qualsiasi cantante vorrebbe a supporto.

Il baritono Graziano Dallavalle rinuncia al canto a fior di labbra che a tratti caratterizza le frasi insinuanti con le quali tenta di conquistare Adina alternandole agli accenti guasconi che ne segnano il ruolo. Dallavalle s'affida ad accenti molto marcati nell'espressione privilegiando forse in eccesso il canto spiegato a tinte forti usando a profusione del dono che madre natura gli ha fatto. Nonostante questa scelta interpretativa che a me pare un poco forzata la ricerca d'accenti d'espressione adeguati e' comunque percepibile ma non sempre all'intenzione corrisponde la realizzazione. Fisicamente Dallavalle s'avvale d'una presenza scenica a dir poco maestosa; la voce ha bel colore e robusto spessore ed offre il meglio nel grave e nel centro ampio e ricco d'armonici mentre quando accenna ad accedere al registro acuto evidenzia il suo tallone d'achille. E' questo un problema che affligge molti professionisti anche blasonati ma e' anche una caratteristica che se non viene corretta rapidamente porta ad un decadimento rapido del patrimonio vocale. Nel centro e nel grave Dallavalle si destreggia abilmente con buona misura e riesce, quando non forza, ad esprimersi con morbidezza. Non sempre e' a suo agio con le agilita' pero' brutture non ne fa! Sostanzialmente Dallavalle ha saputo tratteggiare un personaggio spavaldo, arguto e, atratti, perfino insinuante.

Voce di notevole peso ed importanza si e' rivelata quella del Bs Michele Filanti tale da meritare molta attenzione ma afflitta da un problema affine a quello che connota l'emissione del Dallavalle. Filanti ha caratterizzato un Dulcamara secondo tratti interpretativi comuni ad un gusto dominante negli anni tra le due guerre e protrattosi,senza estinguersi, fino ai giorni nostri. La scelta interpretativa si pone tra un personaggio spinto negli accenti espressivi fino alla caricatura che a me sembra pero' meno aderente alla realta' di un furbo affabulatore quale credo fosse Dulcamara nelle intenzioni dell' autore. Il venditore d'elisir e' un imbroglione ma i fessacchiotti da imbrogliare sono gli abitanti del contado e per essere credibile deve proporsi in modo anche sottilmente insinuante con solennita', L'abito sgargiante per colpire la fantasia della gente' l'eloquio altisonante per frastornare l'uditorio esigono un supporto di solennita' altrimenti l'inganno non reggerebbe ma se a suoni roboanti non s'alternano accenti d'espressione sui colori delle mezze voci difficilmete si realizza appieno Dulcamara. In questo personagio donizettiano credo sia possibile cogliere una vaga eco del pesarese altrettanto famoso. La differenza sostanziale tra i due credo consista nel fatto che Rossini propone personaggi, situazioni e soluzioni interpretative volte a rappresentare squarci di vita cosi' come sarebbe bello pensare che possano accadere mentre Donizetti spesso e' pervaso d'una vena vagamente malinconica assai piu' aderente alla reale quotidianita'. Il materiale vocale del Filanti e di buona tempra ma il passaggio tra il medio e l'acuto necessita di attenzione da parte dell'artista. Credo occorra sempre privilegiare la qualita' del suono rendendolo fluido e scorrevole in modo che il passaggio tra i registri diventi non percettibile in una perfetta omogeneita' d'emossione. La strada per Filanti, come per chiunque desideri proporsi su di un palcoscenico, non e' agevole ma sicuramente e' percorribile.

Il soprano Manuela Re de Paolini ha delineato una Adina rilevante per linea vocale ed espressivita'. Questa giovane ha bella voce e canta con garbo e misurati accenti e credo potra' far parlare positivamente di se. Credo che in questa circostanza la de Paolini si e' segnalata per eleganza e capacita' di convincere; basta ricordare l'attacco di "prendi per me sei libero" che da solo la dice lunga sull'eleganza espressiva di questo soprano.

I panni ,stretti per tanti tenori lirico leggeri, in questa occasione li vestiva il tenore Carlo Giacchetta che sicuramente è dotato delle caratteristiche vocali, in termini di spessore ed estensione, per l'ostico ruolo donizettiano. Encomiabile la buona volonta' ma, purtroppo questo tenore, in questa circostanza, non e' riuscito ad andare molto oltre le buone intenzioni! La voce spesso s'affida ad una emissione non sempre facile e spontanea cosi' come ci s'attende da un innamorato appassionato e dolente quale e' e deve essere in scena Nemorino. Naturalmente lo studio corretto e l'esperienza certamente giovano a chiunque e sulla scena non tutti i giorni sono uguali.

Prosegue la meritoria attivita' del Nausica Opera International e non mancheranno nel prossimo futuro altri interessanti appuntamenti.

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