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Ieri sera e' stato rappresentato
Elisir D'Amore nel cortile del castello Pallavicino di Varano
de Melegari; all'iniziativa,
piu' che lodevole, ha corrosposto una presenza di pubblico che
ha gremito il cortile della rocca. Allestire Elisir non e' cosa
di poco conto e del risultato, complessivamente buono, può essere
soddisfatto il Nausica Opera International che lo ha curato.
Fortunatamente la regia della giovanissima e volonterosa Nicole
Orefice s'e' dipanata nel rispetto d'una consolidata tradizione
con garbo e misura. Non ho assistito a stravaganze e i cantanti
hanno avuto modo di muoversi agevolmente con ampi margini d'autonomia
liberi da costrizioni che talvolta fanno capire quanto i registi
poco conoscono il ruolo e i problemi legati al canto. per spiegarvi
citero' a memoria per quel che concerne la data, una Butterfly
a Spoleto del 1985/86 dove il tenore Christian Johansson canto'
tutto il duetto del primo atto in posizione sdraiata!!!! Provateci
e capirete subito come puo' lavorare bene il diaframma in quella
postura!
I
costumi di questo Elisir erano belli e adeguati. Il coro del
Regio si e' segnalato quale pietra d'angolo di questa
interessante rappresentazione dell'opera donizettiana. La disposizione
del pianoforte, posto sul lato sinistro del palcoscenico, non
ha giovato all'economia complessiva dell'opera perche' chi
sulla scena gli era accanto si trovava facilitato mentre chi
stava
dalla parte opposta talvolta era in difficolta'.
Fortunatamenta
al pianoforte c'era il Maestro Fabrizio Cassi che rappresenta
una solidissima realta' professionale che qualsiasi cantante
vorrebbe a supporto.
Il
baritono Graziano Dallavalle rinuncia al canto a fior di labbra
che a tratti caratterizza le frasi
insinuanti con le quali tenta di conquistare Adina alternandole
agli accenti guasconi che ne segnano il ruolo. Dallavalle
s'affida ad accenti molto marcati nell'espressione privilegiando
forse
in eccesso il canto spiegato a tinte forti usando a profusione
del dono che madre natura gli ha fatto. Nonostante questa
scelta interpretativa che a me pare un poco forzata la ricerca
d'accenti
d'espressione adeguati e' comunque percepibile ma non sempre
all'intenzione corrisponde la realizzazione. Fisicamente
Dallavalle s'avvale d'una presenza scenica a dir poco maestosa;
la voce
ha bel colore e robusto spessore ed offre il meglio nel
grave e nel centro ampio e ricco d'armonici mentre quando accenna
ad accedere al registro acuto evidenzia il suo tallone
d'achille.
E' questo un problema che affligge molti professionisti
anche blasonati ma e' anche una caratteristica che se non viene
corretta rapidamente porta ad un decadimento rapido del patrimonio
vocale.
Nel centro e nel grave Dallavalle si destreggia abilmente
con buona misura e riesce, quando non forza, ad esprimersi
con
morbidezza.
Non sempre e' a suo agio con le agilita' pero' brutture
non
ne fa! Sostanzialmente Dallavalle ha saputo tratteggiare
un personaggio
spavaldo, arguto e, atratti, perfino insinuante.
Voce
di notevole peso ed importanza si e' rivelata quella del Bs
Michele Filanti tale da meritare
molta attenzione ma afflitta da un problema affine a quello
che connota l'emissione del Dallavalle.
Filanti ha caratterizzato un Dulcamara secondo tratti interpretativi
comuni ad un gusto dominante negli anni tra le due guerre
e protrattosi,senza estinguersi, fino ai giorni nostri.
La
scelta
interpretativa
si pone tra un personaggio spinto negli accenti espressivi
fino alla caricatura che a me sembra pero' meno aderente
alla realta'
di un furbo affabulatore quale credo fosse Dulcamara
nelle intenzioni dell' autore. Il venditore d'elisir e' un
imbroglione ma i fessacchiotti
da imbrogliare sono gli abitanti del contado e per essere
credibile deve proporsi in modo anche sottilmente insinuante
con solennita',
L'abito sgargiante per colpire la fantasia della gente'
l'eloquio
altisonante per frastornare l'uditorio esigono un supporto
di solennita' altrimenti l'inganno non reggerebbe ma
se
a suoni roboanti non s'alternano accenti d'espressione sui
colori
delle
mezze voci difficilmete si realizza appieno Dulcamara.
In questo personagio donizettiano credo sia possibile cogliere
una vaga
eco del pesarese altrettanto famoso. La differenza sostanziale
tra i due credo consista nel fatto che Rossini propone
personaggi,
situazioni e soluzioni interpretative volte a rappresentare
squarci
di vita cosi' come sarebbe bello pensare che possano
accadere mentre Donizetti spesso e' pervaso d'una vena
vagamente malinconica
assai piu' aderente alla reale quotidianita'. Il materiale
vocale del Filanti e di buona tempra ma il passaggio
tra il medio e
l'acuto necessita di attenzione da parte dell'artista.
Credo occorra sempre privilegiare la qualita' del suono
rendendolo
fluido e scorrevole in modo che il passaggio tra i registri
diventi non percettibile in una perfetta omogeneita'
d'emossione. La
strada per Filanti, come per chiunque desideri proporsi
su di un palcoscenico, non e' agevole ma sicuramente
e' percorribile.
Il
soprano Manuela Re de Paolini ha delineato una Adina rilevante
per linea vocale ed espressivita'. Questa giovane
ha bella voce
e canta con garbo e misurati accenti e credo potra'
far parlare positivamente di se. Credo che in questa circostanza
la de Paolini
si e' segnalata per eleganza e capacita' di convincere;
basta ricordare l'attacco di "prendi per me sei
libero" che
da solo la dice lunga sull'eleganza espressiva di questo
soprano.
I
panni ,stretti per tanti tenori lirico leggeri, in questa occasione
li vestiva il tenore Carlo Giacchetta che
sicuramente è dotato
delle caratteristiche vocali, in termini di spessore
ed estensione,
per l'ostico ruolo donizettiano. Encomiabile la buona
volonta' ma, purtroppo questo tenore, in questa circostanza,
non e' riuscito
ad andare molto oltre le buone intenzioni! La voce
spesso s'affida ad una emissione non sempre facile e spontanea
cosi' come ci
s'attende da un innamorato appassionato e dolente
quale
e' e deve essere in scena Nemorino. Naturalmente
lo studio corretto
e l'esperienza certamente giovano a chiunque e sulla
scena non tutti i giorni sono uguali.
Prosegue
la meritoria attivita' del
Nausica Opera International e non mancheranno nel
prossimo futuro altri interessanti appuntamenti.
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