Nel cortile del Castello di Varano Melegari' il 10 e 11 Luglio
sono stati rappresentati Nabucco e Il Signor Bruschino,
in verita' una piccola perla sebbene sia considerata opera
minore
di Rossini. Grazie all'impegno del Nausica Opera International
anche quest'anno Varano ha ospitato questa pregevole iniziativa
che avvicina il grande pubblico al canto lirico. Soprattutto
va segnalato l'impegno del Maestro Michele Pertusi, basso di
fama internazionale, che ha curato la preparazione dei cantanti
che hanno seguito un master class da lui tenuto all'uopo.
Il
lavoro del Maestro Pertusi e' stato determinante ed ha palesemente
segnato l'interpretazione degli artisti sul palcoscenico. Per
consentire a tutti d'esprimersi, essendo assai numerosi i partecipanti
al master class, nei vari ruoli si sono alternati piu' interpreti
sia in Nabucco che nel Bruschino. Presente alla rappresentazione
del Nabucco era il console giapponese, il Sindaco di Varano
e altre autorita'.
Il materiale vocale a disposizione del Maestro
Pertusi era assai variegato e differenziato. Alcuni cantanti,
gia' da tempo sulla scena, pur fruendo dell'apporto fondamentale
dell'esperienza del Maestro Pertusi, hanno evidenziato caratteristiche
consolidate nella loro linea di canto e nelle scelte interpretative
per quanto mitigate dall'intervento d'affinamento del grande
basso.
In sostanza un Nabucco al femminile nel senso che il
meglio, in assoluto, e' stato offerto dalle Abigaille che si
sono alternate nell'ostico ruolo verdiano. Il mezzosoprano
Rika Itanami ha dato una interpretazione assai significativa
per vigore vocale e scenico. La voce di questa cantante orientale
spicca per opulenza nel volume e vibranti accenti d'espressione
che rappresentano l'efficace coronamento d'un lavoro concertato
tra il Maestro Pertusi e l'artista giapponese da molto temoi
in Italia. In sostanza una Abigaille di notevole rilievo che
ha pesato in modo determinante nella complessiva economia della
serata.
Nel medesimo ruolo e' stata impressionante per incisivita'
l'interpretazione del Ms Tamta Tarieli. In realta' questa giovane
georgiana di Tibilisi possiede una voce molto bella per colore
e risorse timbriche nonche' caratterizzata da un volume corposo
a da una plastica duttilita' tale da consentirle di spaziare
dai ruoli sopranili a quelli da mezzosoprano. Per quanto raro
in natura e' un fenomeno che ha avuto anche in un recente passato
illustri esempi. La Tarieli potrebbe, nel Don Carlo, cantare
una sera il ruolo d'Elisabetta e la serra dopo essere una splendida
Eboli. Personalmente la considero particolarmente vocata ai
ruoli del soprano lirico/spinto con possibilita' di sconfinamento
nei ruoli di mezzosoprano ma altri la pensano diversamente
e non mi sono mai considerato depositario di verita' assolute
pertanto potrei sbagliarmi, a tutto quanto detto sopra va aggiunta
una sensibilita' e una intelligenza interpretativa di primissimo
ordine e come tale assai rara pertanto.
Questa georgiana ha
fornito una prestazione d'eccellente livello. La voce della
Tarieli e' voluttuosa e morbida con un centro corposo ed un
grave rotondo e ricco per ampiezza e sonorita' cosi' come gli
acuti sono facili e sicuri. Puo' certamente giostrare con facilita'
tra ruoli da Sp spinto ed Ms cantabile in virtu' d'una emissione
fluida ed omogenea nei registri e d'una personalita' forte
ed estremamente incisiva nell'arte del belcanto. Quando la
Tarieli veste i panni d'Abigaille entra nel personaggio cosi'
come il costume s'appiccica alla nostra nuotatrice Federica
Pellegrini. Questa giovane artista georgiana merita la massima
attenzione!
A completare il cast al femminile il Sp Paola
Scaltriti che ha offerto una Fenena ordinata e sostanzialmente valida....
forse un poco piu' di pathos nel duettare con Ismaele non avrebbe
guastato.
Il ruolo di Zaccaria e' uno dei piu' importanti per
un basso se non il piu' impegnativo, Il Basso Flamini ha profuso
generosamente energia alla sua interpretazione volta a tratteggiare
questo gigante verdiano. La voce di Flamini ha centro e grave
che offrono il meglio mentre quando deve scalare il pentagtamma
mostra il suo limite negli acuti difficoltosi nella impostazione
e nella tenuta. Il fraseggio e' viziato da un dosaggio dei
fiati che sovente lo fa arrivare corto e pesa negativamente
nella linea del canto di questa bella e interessante voce.
Nel ruolo di Nabucco si sono alternati i baritoni Valentino
Salvini e e Lisandro Guinis.
Entrambi hanno interessante materiale
vocale ma una emissione incline alla ricerca di forti sonorita'
anche non richieste. A favore del Salvini pesa in modo determinante
una ottima musicalita' alla quale fada contro altare una scarsa
dimestichezza con le mezze voci (che non hanno nulla da spartire
con il cantar piano) e una ricerca del legato che solo a tratti
trova una parvenza di realizzazione pur tra ottime intenzioni.
Il personaggio di Nabucco e' stato abbozzato dai due secondo
le loro possibilita' ma se nell'invettiva, nello scatto dell'ira,
nel canto spiegato di forza qualcosa esce, da vocalita' assuefatte
a tale emissione non ci si puo' poi attendere un "Dio
di Giuda" accettabile, cantato sul fiato, sulle mezze
voci e giocato tutto sul cromatismo espressivo!
Nabucco non
e' solo un re sanguinario ma e' pure padre accorato e uomo
gemente che cerca se stesso e un trono perduto attraverso l'invocazione
e la perorazione e tutto questo puo' essere affidato soltanto
alle mezze voci. Sovente l'espressivita' e' affidata al canto
a fior di labbra e all'essenzialita' del legato e oggi sono
in pochi a sapervi ricorrere. Ormai rarefattesi le presenze
dell'anziano Bruson da tempo consegnatosi alla storia del piu'
recente melodramma conosco soltanto il baritono Marzio Giossi
capace d'esprimersi a livelli tali da ricordare un De Luca
o un Galeffi.
Tra i ruoli maschili si segnala l'Ismaele del
tenore francese Eric Vivion Grandi alternatosi al tn. Paolo
Pieruzzo che ho potuto poi apprezzare piu' compiutamente la
sera successiva in occasione del Bruschino e del concerto
seguito alla esecuzione dell'opera rossiniana.
L'opera di cesello
posta in atto dal Maestro Pertusi con i giovani interpreti
del Bruschino ha trovato compimento la seconda serata aVarano.
Nel corso del concerto il tn Eric Vivion Grandi ha elettrizzato
gli astanti con una intensa e vibrante interpretazione di "no
puede ser" da la Tabernera del puerto; una aria tratta
da una zaezuela che ha dato modo al tenore francese di dare
libero sfogo al suo temperamento latino. Gradevole pure la
vocalita' del tn Paolo Pieruzzo che mentre eseguiva la sua
aria s'e' un poco perduto per strada ma lo ha fatto con tanto
garbo e mestiere nonostante la giovane eta'.
Penso che questo
giovane potrebbe avere notevoli soddisfazioni se volgesse ls
sua attenzione a Mozart e al settecento. Tra tutte si e' segnalata
la bella vocalita' del Piscopo e l'eleganza del baritono Giordano
non torrenziale nel volume ma invero ragguardevole per eccellente
buon gusto.
Ritengo doveroso citare l'interpretazio nel ruolo
di Rinuccio e il Sp Silvia Krzysie, una giovane polacca di
Varsavia, alla quale va tutta la mia ammirazione ( non solo
la mia) unita ai complimenti al Maestro Bayer che l'ha preparata.
Sono state due belle serate e non che resta che augurarsi una
prosecuzione delle iniziative del Nausica con il patrocinio
del Comune di Varano Melegari
Roberto Busani
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