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Riflessioni
e considerazioni
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Nessuno è obbligato
a leggere e a essere d'accordo con quanto scritto all'interno
delle pagine, contenute in sezioni, racchiuse in un sito di proprietà di
una libera associazione; ne tanto meno, chi si avvalora di titoli
accademici e di grande esperienza, può sentirsi indignato
di qualsiasi cosa venga scritta a merito oggettivo, quando egli
vanta la propria pubblica "fare Opera", da chiunque
possa essere dotato di orecchie e di cervello. La domanda è: queste
pagine rappresentano forse
un quotidiano, un mensile, una testata giornalistica? No, niente
di tutto questo, e allora, cosa può essere
accaduto all'interno delle fragilità umane per chiedere
o intimare una cosa (a nostro parere) così grave. Escluse
tutte le possibilità di interpretazione o di equivoco,
tolte tutte le possibile permeabilità dell’illusorio,
credo bisogna chiedersi se coloro che si ritengono artisti siano
veramente mossi dall'arte, quando, senza il barlume di una minima
umiltà, vogliono porre a silenzio chi li ascolta e riporta
i fatti in modo schietto e senza faziosità, consapevoli
magari delle proprie umane approssimazioni all'interno di debutti
o di realizzazioni artistiche, sottoposte al pubblico ascolto,
ritenendo di essere portavoce di chissà quali dei e di
quali sacri fuochi dell'arte. Allora mi chiedo se tanti anni
di istruzione o di impegni per l’apprendimento, abbiano
avuto la forza di "creare" sapienza e umiltà o
in alternativa, abbiano determinato la sola legittimazione di
cose esclusivamente e arrogantemente o assolutamente "giuste".
Cose chiamate “arte”, definite nell'ambito della
musica come Opera, che per sua natura e complessità, può essere
eseguita per mille motivi o cause: benino, bene, benissimo, non
tanto bene, male, malissimo, ecc. ecc. da chiunque abbia studiato
o sia un benemerito “professionista”. Alla fine credo
che il problema stia sempre nell'umiltà, quella umiltà di
ascoltare gli "altri"; ma come si fa, come è possibile
se non si è capaci di ascoltare se stessi, se alla prima
brezza estiva si grida: "è arrivato l'inverno!!!".
Oggi nell'era del digitale, video, foto e audio non perdonano,
quello che ieri era possibile, oggi è un obbligo insindacabile:
ascoltarsi, riascoltarsi, provare, sorvegliando continuamente
su quanto fatto, rettificare, modificare, migliorare. Ognuno
di noi Opera e operando, per raggiungere il risultato agognato,
si sbaglia, umanamente può eseguire male (chi non fa si
dice non sbagli mai); e ringrazi il cielo, chi incontra uomini
liberi da condizionamenti e di sani principi, che offrono la
loro opinione "gratuitamente" (e non parlo di denaro)
e magari ornano con ironia e sagacia i loro pensieri. Le osservazioni
in merito all'arte non vengono avvalorate da titoli o ordini
professionali, ma da lunga, lunga esperienza; fatta di anni e
di sacrifici. E facile mettere dei bavagli o gridare allo scandalo
o minacciare fantomatiche denuncie; questo modo di fare o di
essere non è dell’arte. Chi, che cosa, quando, come
e perchè: come le regole per eseguire i “temini”,
insegnati dalle lungimiranti Maestre di una volta. Bisogna ricominciare
a seguire i principi basilari del saper vivere e del saper parlare,
l'umiltà e la madre di ogni grande professionista e la "spocchia" o
la "saccenza"o peggio ancora l'arroganza dell'essere
arrivato, (ma dove) porta inevitabilmente a successi e geometrie
di altro ordine e di altro livello. Insomma: obiettività,
onestà con se stessi, umiltà e rettifica possono
aiutare nell’arduo cammino verso la comprensione. Ma che
dire, la notte volge all’alba concludo e mi congedo, salutando
la platea i palchi e il loggione augurando a tutti buona fortuna
e tanta soddisfazione.
Delfo.
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