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Interviste Articoli e Recensioni 2010

Guestbook Nausica  
  15 Gennaio 2010

METAMORFOSI GEORGIANA

Ricordo, un anno fa, il primo incontro con il soprano georgiano Tamta Tarieli e viva è rimasta l'impressione che allora mi fece. Accadde a Parma durante le audizioni del Nausica Opera International. L'ora era tarda; ne avevamo ascoltati tanti, la stanchezza si faceva sentire e in verità, il livello qualitativo fino a quel momento non aveva mai superato la soglia dell'accettabilità'. Restava un giovane soprano georgiano da ascoltare e ci accingevamo a farlo con la consolazione che, se non altro, era l'ultimo della giornata. Già la nota d'attacco ci diede la scossa e la soglia dell'attenzione scattò al massimo livello. La commissione di Parma, all'unanimità, resto più che favorevolmente impressionata e nei mesi a venire, la Tarieli fu scelta per il ruolo di Abigaille nel Nabucco rappresentato nel castello di Varano Melegari daNausica Opera.

Questa giovane ha tutto di bello e non mi riferisco allo aspetto fisico che se è gradevole ben venga ma all'insieme delle componenti che formano un artista lirico che in lei trovano armonica fusione. Nel teatro d'opera è il canto a “far gioco”! La Caballé, negli ampi panni di Mimì o di Violetta, se cantando non avesse saputo incantare il pubblico ben difficilmente avrebbe reso credibili tali personaggi che muoiono in scena consumati dalla tisi!

I valori emotivi ed evocativi suscitati dal canto della impareggiabile catalana si liberavano sulle platee di tutto il mondo in modo assolutamente credibile ed avvincente così come, dopo lei, nessuna è più riuscita a fare. I modi dolci, delicati ed accattivanti della Tarieli non devono trarre in inganno perché fanno contorno ad un carattere forte e volitivo. Ascoltarla e vederla in scena mi ha riportato a fasti trascorsi quando, fino a non tantissimi anni fa, erano attivi cantanti che hanno segnato la storia del melodramma.

La Tarieli ha scelto il suo percorso e, avendone apprezzato le doti artistiche e la ferrea volontà che le guida, tutto lascia presagire che potrà offrire al teatro d'opera grandi momenti. Le caratteristiche di timbro e colore della voce della Tarieli sono avvincenti, quel che rende la Tarieli artista pregevole e rara consiste nel fatto che canta come un musicista e si muove ed atteggia da consumata attrice.
Tamta pone al servizio della sua bella voce una musicalità da strumentista e doti espressive, nella mimica e nel gesto, che fanno di lei una tigre da palcoscenico. Anche in concerto basta chiudere gli occhi e immaginarla in abiti di scena sulle tavole del palcoscenico per essere trascinati dalla vis evocativa sprigionata dal suo canto.

Personalmente preferisco prevalga il cantante sull'attore visto che ritengo più impegnativo il canto della recitazione anche perché trovare un valido equilibrio tra gesto e suono e' estremamente difficile e nel caso del cantante attore, l'ottenimento della perfezione equivarrebbe alla quadratura del cerchio. Ci andò assai vicino tra il 195O e la stagione 58/59 la Callas e prima di lei Margherita Grandi, ma citando le suddette, si accederebbe all'olimpo.

Personalmente, ho conosciuto la Tarieli come soprano e recentemente ho avuto il privilegio di risentirla in occasione del suo debutto da mezzosoprano nel teatro di Ferrara, in un concerto dove ha padroneggiato l’arte, facendo sfoggio di vibranti accenti affidati ad una vocalità precisa e sicura, unita ad una mimica del volto che significativamente rafforzava il valore espressivo ed evocativo d'ogni singolo suono.

La Tarieli è stata una Dalila insinuante ed intimamente fascinosa, il suo canto, rende compiuto il valore del dramma che musica e autore affidano all'interprete che calca la scena; la vocalità, rende realistiche vigorose trasparenze, che nelle vesti di Dalila, si fanno voluttuose, morbide e fluide, fino a sfiorare la carnalità restituendo un'impronta interpretativa di rilevante spessore artistico. Nella esecuzione di “O don fatale” ha evidenziato una efficace padronanza d'accenti verdiani in virtù d'un fraseggio calibrato sul personaggio secondo il dettato del grande bussetano.

Quest'artista padroneggia l'alternanza tra intima malinconia e accenti concitati e appassionati suscitando suggestioni a tinte forti. Il suo canto ha slancio, vigore ed ampiezza e tutto questo e' affidato ad una voce assai ricca naturalmente, pertanto, il risultato finale e' infrequente a sentirsi. L'impervia nota di “Ah! Ti maledico” (un do acuto) lo ha emesso con facile sicurezza mentre centro e grave avvincono per il legato ed il fraseggio scandito e fluido al tempo stesso ed all'occorrenza. Tutto questo è possibile solo se il “retroterra” dell'artista poggia su uno studio corretto e costante; studio e ferrea volontà danno spesso buon i frutti ma devono essere supportati da uguale dose di sensibilità e intelligenza, altrimenti l'artista non emerge completamente.

Tante virtuose caratteristiche raramente albergano insieme in una sola persona, nelle attuali condizioni vocali mi sento d'avvicinare la Tarieli a quel genere “polivalente” d'artista lirico magistralmente incarnato fino ad un recente passato dalla Verrett. Il registro grave della Tarieli si sta assestando in quella rotondità che lo può rendere omogeneo nell'emissione fluidificando la sutura che lo unisce al centro voluttuoso e all'acuto sicuro spavaldo e sanguigno, ove richiesto. In questa versatile artista si manifesta la rara capacità di stare “sopra le parti” nel senso che in Don Carlo sa essere eccellente nel personaggio della Eboli così come non le andrebbe stretto il ruolo d'Elisabetta di Valois.

Altra opera dove sa offrire ottima resa interpretativa è La Favorita; l'affermazione della voce del mezzosoprano ha avuto sempre più spazio con il rarefarsi fino praticamente a sparire, della voce del contralto; il costante innalzamento della tessitura del soprano ha fatto il resto.
Credo che difficilmente Tamta canterà nel ruolo d'Ulrica non fosse che per quel “silenzio” nella grande scena d'Ulrica; la voce calda e flessibile della Tarieli trova già ora ampi spazi ed il suo attuale repertorio e' sicuramente destinato ad ampliarsi con grande soddisfazione sua e nostra. A presto quindi artista di terre lontane, se tu vorrai, qui nella terra di Verdi e del belcanto, t'attende il successo.


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